Ambulanza veicolo elettrico per pronto soccorso
Questo è un veicolo elettrico allestito per il primo soccorso su area privata: tre posti a sedere più una barella su ruote con supporti ribaltabili, portasupporto per il defibrillatore e per l'asta della flebo di serie. Serve a raggiungere una persona a terra dove un'ambulanza vera non arriva, e a portarla al punto di intervento senza farla camminare.
La base è Melex, sulla piattaforma che il costruttore chiama oggi N.20 e che il mercato italiano conosce anche con la vecchia sigla 468. È un veicolo per aree private: stabilimenti, campus, parchi, impianti sportivi, aree fieristiche, cantieri.
Scheda tecnica del veicolo
A cosa serve davvero un mezzo così
Vale la pena essere chiari su cosa questo veicolo è e cosa non è, perché è una distinzione che riguarda la sicurezza delle persone.
Non sostituisce un'ambulanza. È un mezzo di primo intervento su area privata: raggiunge l'infortunato, permette al soccorritore di lavorare sul posto e trasporta la persona in barella fino al punto in cui il servizio di emergenza può prenderla in carico. Il trasporto sanitario vero e proprio resta compito dei mezzi omologati per quello.
Serve perché il tempo di raggiungimento conta. In uno stabilimento esteso, in un parco o in un'area fieristica, i minuti che servono a un'ambulanza per arrivare al punto esatto sono minuti in cui nessuno assiste l'infortunato. Un mezzo interno con barella e attrezzatura arriva in un terzo del tempo perché conosce i percorsi e non deve aspettare che qualcuno apra i cancelli.
Serve anche a non spostare male una persona. È il motivo meno raccontato e forse il più importante: senza un mezzo con barella, un infortunato in un punto lontano viene trasportato a braccia o su un mezzo improvvisato. È esattamente il tipo di movimentazione che può aggravare un trauma.
Tre posti più la barella
La configurazione dichiarata dal costruttore è di tre posti a sedere più una barella su ruote con supporti ribaltabili.
I supporti ribaltabili sono il dettaglio pratico che conta: permettono di caricare la barella senza sollevarla completamente, appoggiando prima le ruote e poi ruotando. È la differenza fra un'operazione che si fa in due e una che richiede quattro persone.
Melex non pubblica le dimensioni del vano barella né il modo esatto di carico previsto, e non le riportiamo per non darvi numeri che non possiamo garantire. Se avete già una barella o un tipo di presidio da caricare, mandateci il modello e verifichiamo la compatibilità prima dell'ordine: è la verifica che consigliamo di fare per prima.
Le dotazioni sanitarie di serie sono il supporto per il defibrillatore e il supporto per l'asta della flebo. Il supporto per la bombola di ossigeno e la barella certificata sono a richiesta, e vanno decisi in fase d'ordine perché cambiano l'allestimento.
Sul fronte segnalazione, la barra luminosa arancione o blu è un accessorio a richiesta. Il costruttore non prevede una sirena di emergenza: l'unico dispositivo acustico a catalogo è l'avvisatore di marcia avanti. È una cosa da sapere prima, perché in molte procedure interne la segnalazione acustica è prevista e va risolta in altro modo.
Le misure e il raggio di sterzata
Il veicolo è lungo 3.770 millimetri, largo 1.250 senza specchietti e 1.580 con, alto 1.800, con un passo di 2.500.
Il raggio di sterzata esterno dichiarato è di 4.600 millimetri: significa che per un'inversione servono poco più di nove metri di spazio.
Su un mezzo di soccorso questo è il numero da verificare per primo sul percorso reale, e non per comodità: se il veicolo deve manovrare per raggiungere il punto di intervento, quei secondi si sommano al tempo di risposta. Vale la pena percorrere in anticipo i tragitti verso i punti più critici dello stabilimento e verificare che si arrivi senza manovre.
La larghezza con gli specchietti, 1.580 mm, è il dato da confrontare con i varchi: è più larga di quanto la scheda faccia pensare guardando solo il primo numero.
Il peso a vuoto dichiarato è di 545 chili, ma senza batterie e senza accessori: il pacco aggiunge da 38 a 270 chili a seconda del tipo, quindi il peso reale in ordine di marcia è sensibilmente superiore. La massa totale ammessa e la portata non sono pubblicate dal costruttore per questa configurazione: se vi servono, li facciamo confermare prima dell'ordine.
Piombo o litio: su un mezzo di soccorso non è una scelta di costo
Qui la differenza è più importante che su qualsiasi altro veicolo di questo catalogo, e la ragione è una sola: un mezzo di soccorso deve essere disponibile, non carico.
Il pacco standard al piombo, con otto elementi Trojan T125 da 240 Ah o T145 da 260 Ah, richiede circa undici ore di ricarica. Undici ore significa che il mezzo si ricarica di notte e che, se durante il giorno viene usato più del previsto, non c'è modo di rimetterlo in servizio in tempi brevi.
Le configurazioni al litio sono disponibili in tre tagli, 6,2, 9,3 e 12,4 kWh, con tempi di ricarica rispettivamente di quattro ore e mezza, sei e mezza e nove e mezza. Soprattutto, accettano ricariche parziali senza danneggiarsi: dopo un intervento si può rimettere energia in mezz'ora invece di aspettare il ciclo completo.
Su un veicolo che deve essere pronto quando serve, e non quando è comodo, la nostra raccomandazione è il litio. È una delle poche volte in cui non presentiamo le due opzioni come equivalenti.
Il pacco al litio ha anche un secondo vantaggio pratico: pesa fra i 38 e i 76 chili contro i 240-270 del piombo, e su un mezzo che deve muoversi in fretta duecento chili in meno si sentono. Le tecnologie e i criteri di scelta sono su batterie per golf car.
L'autonomia dichiarata è fino a 120 chilometri, che su un uso di soccorso interno non è mai il vincolo: il vincolo è il tempo di ricarica.
Motore e freni
Il motore è in corrente alternata trifase a 48 Volt, con 5 kW nominali, 11,5 kW di picco e una coppia massima di 75 Nm, con controller da 350 ampere e rapporto di riduzione 20:1 oppure 16:1.
La coppia è il dato rilevante su un mezzo di soccorso: serve per partire subito e per affrontare una rampa senza rincorsa, con il veicolo carico e un soccorritore a bordo che sta lavorando sul paziente. Settantacinque newton metro su un veicolo di questa taglia sono adeguati.
L'impianto frenante è idraulico a tamburo. Su un mezzo che trasporta una persona in barella la progressività della frenata non è comfort ma sicurezza clinica: una frenata brusca su un paziente vincolato è una sollecitazione che subisce senza poter reagire.
Le sospensioni sono a doppio braccio oscillante indipendente all'anteriore e a balestra al posteriore. Il telaio è in acciaio zincato a caldo, cioè con una protezione che copre anche l'interno dei profili, non una semplice verniciatura.
Le cinture a tre punti, il parabrezza con tergicristallo e spruzzatore e l'illuminazione a LED sono di serie.
Sull'omologazione, con precisione
È il punto su cui vogliamo essere espliciti, perché un errore qui riguarda il soccorso di persone.
Melex colloca questa configurazione fra i veicoli passeggeri non omologati per la strada. La gamma Melex ha modelli omologati L7e, ma sono altri e portano una sigla dedicata: nel nostro catalogo trovate ad esempio la Melex 463 omologata a 4 posti e le navette 366 e 378 omologate M1.
Quindi: questo mezzo lavora dentro la vostra proprietà. Se il vostro piano di emergenza prevede che il veicolo attraversi o percorra una strada pubblica, anche per pochi metri fra due stabilimenti, la configurazione va cambiata e ne parliamo prima.
Per il veicolo specifico che consegniamo fa fede la documentazione che lo accompagna, e ve la facciamo avere prima dell'ordine.
Per quali realtà
Stabilimenti industriali estesi. È l'uso principale: reparti distanti, percorsi interni, tempi di raggiungimento che il servizio esterno non può garantire.
Campus, poli universitari e ospedalieri. Grandi superfici con viabilità interna, dove il mezzo di soccorso serve a coprire la distanza fino al punto in cui l'emergenza esterna arriva.
Parchi, impianti sportivi e aree fieristiche. Pubblico numeroso su grandi superfici, spesso su percorsi non accessibili a un mezzo tradizionale.
Cantieri e siti produttivi temporanei. Dove il piano di emergenza prevede un mezzo interno e la viabilità non è ancora finita.
Manifestazioni ed eventi. Presidio sanitario mobile su area chiusa, con la possibilità di raggiungere punti che un'ambulanza non raggiunge.
Quando serve altro: se il trasporto deve avvenire su strada pubblica, se il mezzo deve rientrare in un servizio di emergenza sanitaria regolato, o se dovete trasportare una persona in carrozzina invece che in barella. In quest'ultimo caso la configurazione giusta è il Melex 329 per il trasporto disabili.
Come si allestisce, in pratica
Su un mezzo di soccorso le decisioni di allestimento vanno prese insieme a chi scriverà la procedura, non dopo. Le quattro che contano.
La barella. Certificata a richiesta, oppure la vostra se compatibile. Va decisa per prima perché condiziona il resto del vano.
L'ossigeno. Il supporto per la bombola è a richiesta e va previsto in fase d'ordine, perché aggiungerlo dopo su un vano già allestito è complicato.
La segnalazione. Barra luminosa a richiesta; per la segnalazione acustica, che il costruttore non prevede, va trovata una soluzione compatibile con le vostre procedure interne.
Il pacco batterie. Come detto, su questo mezzo consigliamo il litio, e il taglio si decide sulla dimensione dell'area e sul numero di interventi previsti.
Uso e manutenzione
La ricarica. Con il pacco al piombo, ciclo completo, controllo del livello a data fissa e locale ventilato; il sistema di rabbocco centralizzato è di serie e velocizza l'operazione. Con il litio nessuno dei due vincoli.
L'impianto frenante idraulico. Livello del liquido, stato delle tubazioni e sostituzione periodica del fluido. Su un mezzo di soccorso va messa a programma e verbalizzata come qualsiasi altro presidio.
I supporti della barella. Sono la parte che protegge il paziente e vanno controllati come un dispositivo di sicurezza, non come un accessorio.
Le sospensioni. Doppio braccio davanti, con snodi da controllare per i giochi; balestra dietro, che lavora sotto carico.
La prova periodica. È la raccomandazione che diamo a tutti: un mezzo di soccorso che resta fermo per mesi va acceso e provato a intervalli regolari, perché il momento in cui serve non è il momento per scoprire che non parte.
L'assistenza è nella nostra officina di Montemurlo: il quadro completo è su assistenza golf car e i pezzi su ricambi golf car.
Perché rivolgersi a Ecologydrive
Trattiamo la gamma Melex, comprese le configurazioni speciali, che sono quelle su cui i cataloghi dicono meno e le differenze contano di più. Il quadro dei modelli è nella pagina veicoli elettrici Melex.
Officina, magazzino ricambi e flotta sono nella stessa sede di Montemurlo, in provincia di Prato, con consegna in tutto il Centro e Nord Italia. Su un mezzo destinato al soccorso facciamo sempre una verifica preventiva dei percorsi verso i punti critici: è quella che dice se il veicolo arriva dove deve arrivare, e in quanto tempo.
Domande frequenti
Questo veicolo sostituisce un'ambulanza?
No. È un mezzo di primo intervento su area privata: raggiunge l'infortunato, consente al soccorritore di operare e lo trasporta in barella fino al punto in cui il servizio di emergenza può prenderlo in carico.
È omologato per circolare su strada?
No, è classificato dal costruttore fra i veicoli passeggeri non omologati. Se il piano di emergenza prevede tratti su strada pubblica serve un mezzo targato, come i modelli Melex omologati L7e o M1.
Quante persone trasporta?
Tre posti a sedere più una barella su ruote con supporti ribaltabili, che permettono di caricarla senza sollevarla completamente.
Ha la sirena?
No. Il costruttore prevede a richiesta una barra luminosa arancione o blu; l'unico dispositivo acustico a catalogo è l'avvisatore di marcia avanti. Se le vostre procedure prevedono una segnalazione acustica, va risolta separatamente.
Meglio il pacco al piombo o al litio?
Su un mezzo di soccorso consigliamo il litio. Il piombo richiede circa undici ore di ricarica e non tollera cicli interrotti; il litio si ricarica in quattro ore e mezza nel taglio da 6,2 kWh e accetta ricariche parziali, quindi il mezzo torna disponibile subito dopo un intervento.
Che dotazioni sanitarie ha di serie?
Il supporto per il defibrillatore e il supporto per l'asta della flebo. Il supporto per la bombola di ossigeno e la barella certificata sono a richiesta e vanno decisi in fase d'ordine.
Quanto spazio serve per farlo manovrare?
Il raggio di sterzata esterno dichiarato è di 4.600 mm, quindi poco più di nove metri per un'inversione. Su un mezzo di soccorso conviene verificare i percorsi verso i punti critici prima dell'acquisto.
Richiedi un preventivo
Per configurarlo ci servono quattro informazioni: quanto è estesa l'area e quali sono i punti più difficili da raggiungere, che barella o presidi dovete caricare, se il piano di emergenza prevede tratti su strada pubblica e quanti interventi stimate in una giornata. Con questi dati vi diciamo che allestimento serve e quale pacco batterie prendere. Scriveteci dalla pagina contatti oppure chiamate la sede di Montemurlo.
Ecologydrive Srl, Via Tagliamento 5, 59013 Montemurlo (PO), P.IVA 02409920978.