Idropulitrice industriale Nilfisk MH 6P ad acqua calda
La MH 6P è l'unica della gamma mobile ad acqua calda che mette insieme tutto: duecento bar, milletrecento litri all'ora, novanta gradi in acqua calda e centocinquanta in vapore. Per riuscirci monta una caldaia da centoquindici kilowatt, più del doppio di quelle delle classi inferiori, e questo dato spiega da solo perché è una macchina di un'altra categoria, con requisiti di impianto di un'altra categoria.
Pressione200 bar regolabili
Temperatura90 gradi, vapore 150
Centoquindici kilowatt: il conto che spiega il prezzo
La potenza termica della caldaia è il dato che separa questa macchina dalle altre, e vale la pena capire perché non è un numero gonfiato ma una necessità fisica.
Scaldare l'acqua richiede energia in proporzione diretta alla quantità e al salto di temperatura. Una macchina che eroga settecento litri all'ora e una che ne eroga milletrecento, a parità di temperatura richiesta, hanno bisogno di quantità di calore quasi doppie. Se la caldaia non ce la fa, il risultato non è che la macchina scalda un po' meno: è che scalda bene per qualche minuto e poi la temperatura crolla mentre la pistola resta aperta.
I centoquindici kilowatt della MH 6P sono quindi la condizione perché la temperatura impostata resti quella durante il lavoro continuo, non un numero da confronto commerciale. Le classi compatta e media hanno entrambe cinquantacinque kilowatt e portate intorno ai settecentocinquanta litri all'ora: il rapporto fra le due grandezze è coerente in tutta la gamma.
Il rovescio è il consumo. Cinque virgola tre chili di gasolio all'ora a bruciatore acceso, con un serbatoio da trenta litri, danno circa cinque ore di funzionamento continuo del gruppo termico. Nell'uso reale il bruciatore lavora solo a pistola aperta e con richiesta di calore, quindi un pieno copre normalmente una giornata; su lavorazioni continuative va però messo in conto un rifornimento in giornata, e conviene tenere una scorta in azienda invece di scoprirlo a metà turno.
Duecento bar e vapore sulla stessa macchina
Nella gamma mobile ad acqua calda questa combinazione è esclusiva della classe premium, e cambia il perimetro dei lavori affrontabili.
La pressione è regolabile da venti a duecento bar. Non è un dettaglio: significa che la stessa macchina può lavorare in punta sulle incrostazioni e poi scendere a pressioni basse per superfici delicate, senza cambiare attrezzatura. Su un impianto dove si passa da un telaio a un pannello di comando nel giro di dieci minuti, la regolazione continua vale più di venti bar in più di punta.
Lo stadio vapore a centocinquanta gradi aggiunge un modo di lavorare completamente diverso: portata molto ridotta, pressione meccanica quasi assente, azione affidata al calore. È quello che serve su cere, adesivi, residui organici tenaci, guarnizioni e parti che la pressione danneggerebbe, e nella sanificazione degli ambienti alimentari, dove la temperatura è un requisito di processo e non una preferenza.
Vale la pena notare la coerenza della gamma su questo punto: la MH 3M media, pur essendo costruita per l'uso prolungato, si ferma a ottanta gradi e non ha vapore. La MH 6P è quindi la scelta obbligata per chi ha bisogno sia di ore sia di vapore, perché è l'unica a offrirli insieme.
Dati tecnici
| Caratteristica | MH 6P-200/1300 FA 400/3/50 EU |
|---|
| Codice articolo | 107146961 |
| Pressione di esercizio | 200 bar, regolabile da 20 |
| Pressione massima | 250 bar |
| Portata acqua Qmax | 1300 l/h |
| Portata acqua Qiec | 1200 l/h |
| Potenza assorbita | 9,1 kW |
| Alimentazione | 400 V / 3 fasi / 50 Hz |
| Corrente assorbita | 15,5 A, fusibile C 16 A |
| Giri motore | 1450 giri/min |
| Pompa | Assiale NA6, 4 pistoni in ceramica massiccia, testata in ottone |
| Temperatura acqua in uscita | 90 gradi, stadio vapore 150 gradi |
| Temperatura max acqua in ingresso | 40 gradi |
| Pressione acqua in ingresso | da 1 a 10 bar |
| Potenza termica caldaia | 115 kW |
| Consumo combustibile | 5,3 kg/h |
| Serbatoio gasolio | 30 litri |
| Serbatoi detergente | 2 x 10 litri, circuiti separati |
| Comando a distanza | FA, attivato dalla portata |
| Cavo elettrico | 5 m |
| Ugello | NT 0680 |
| Rumorosità LpA | 78,8 dB(A) |
| Forza di reazione alla lancia | 59,5 N |
| Olio pompa | 0,95 litri, olio sintetico ad alte prestazioni |
| Dimensioni (Lxlxh) | 1188 x 700 x 1045 mm |
| Peso | 198 kg |
Dati dichiarati dal costruttore Nilfisk, tratti dal manuale d'uso e dalle schede ufficiali. Sul peso la documentazione riporta un intervallo fra le varianti della famiglia: 198 kg è il valore riferito a questa configurazione. Nella stessa famiglia esistono la 175/1250 e la versione FAX, oltre a configurazioni per mercati con tensioni e frequenze diverse.
La pompa NA6 e l'olio sintetico
Il gruppo pompa di questa macchina è il livello costruttivo più alto della gamma mobile, e due dettagli meritano attenzione perché non compaiono nei confronti superficiali.
Il primo sono i quattro pistoni in ceramica massiccia. La distinzione conta: sulle classi inferiori Nilfisk dichiara pistoni ceramizzati, cioè con rivestimento in ceramica su un supporto metallico; qui la ceramica è il materiale del pistone. La conseguenza è che non esiste il rischio di distacco del rivestimento, che sulle macchine molto sollecitate è il modo tipico in cui un pistone rivestito arriva a fine vita.
Il secondo è l'olio sintetico. La pompa contiene 0,95 litri di lubrificante sintetico ad alte prestazioni, non di olio minerale come sulle macchine di classe media. Su una pompa che lavora molte ore consecutive con carichi elevati, l'olio sintetico mantiene la viscosità in modo più stabile al variare della temperatura e resiste meglio all'ossidazione. È anche il motivo per cui, al cambio, non va sostituito con un prodotto generico: la specifica indicata dal costruttore va rispettata.
La testata è in ottone, coerentemente con tutta la gamma, e il motore gira a 1450 giri al minuto, con lo stesso effetto sulla durata già descritto per le altre macchine della classe media e premium.
Cinquantanove newton alla lancia: il fattore operatore
Su una macchina di questa potenza c'è un parametro che nei confronti commerciali non compare quasi mai e che nella scelta dovrebbe pesare quanto le prestazioni: la forza di reazione che l'operatore riceve dalla lancia.
Sulla MH 6P sono 59,5 newton dichiarati, contro i 29,5 della classe media e i 32,9 della compatta. È il doppio, e per una ragione semplice: la reazione dipende dalla quantità di moto del getto, quindi cresce sia con la pressione sia con la portata, e questa macchina è più generosa su entrambe.
Nella pratica significa che l'operatore lavora costantemente contro una spinta paragonabile al peso di sei chili tenuti a braccia tese. Per pochi minuti non è nulla; su un turno di sei o otto ore diventa affaticamento reale, con conseguenze sulla precisione del lavoro nella seconda parte della giornata e, alla lunga, sulla salute di chi lo fa.
La contromisura non è rinunciare alla macchina ma organizzare il lavoro: alternare gli operatori sulle lavorazioni lunghe, usare lance con supporto o imbracatura dove il lavoro è continuativo, valutare sistemi rotanti o barre di lavaggio per le grandi superfici invece della lancia a mano libera. È un tema che affrontiamo volentieri prima della vendita, perché una macchina scelta bene e usata male produce comunque un problema.
Il sistema FA, attivato dalla portata, aiuta anche su questo fronte. Rilevando la cessazione del flusso invece dell'aumento di pressione, il circuito non viene portato a picchi di pressione a ogni chiusura della pistola: il comportamento alla lancia è più regolare e il contraccolpo alla riapertura meno brusco.
Doppio serbatoio detergente e allarmi di bordo
Due caratteristiche che sulla carta sembrano comodità e che nell'uso industriale sono organizzazione del lavoro.
I due serbatoi detergente da dieci litri con circuiti separati permettono di tenere pronti due prodotti diversi e selezionarli senza svuotare, risciacquare e riempire. Nei cicli che alternano uno sgrassante alcalino e un disincrostante acido, o uno sgrassante e un sanificante, la differenza sul tempo di lavoro è consistente. Venti litri complessivi coprono inoltre un turno intero senza rabbocchi.
Gli allarmi di bordo intervengono su due voci che sono la causa più frequente di danni evitabili su queste macchine:
- Allarme di basso livello olio pompa. Segnala prima che la mancanza di lubrificazione produca danni ai cuscinetti. Su una macchina che lavora otto ore in ambienti dove nessuno guarda le spie, è la protezione che salva il componente più costoso.
- Allarme di basso livello combustibile. Evita che il bruciatore aspiri dal fondo del serbatoio, dove si depositano i residui che intasano l'ugello, e permette di programmare il rifornimento invece di subirlo.
- Diagnostica di bordo integrata. Quando la macchina si ferma, il pannello indica il tipo di anomalia. Sul posto significa distinguere in pochi secondi fra un problema risolvibile e uno che richiede il tecnico.
La caldaia è la EcoPower con funzione EcoMode, la stessa architettura delle classi inferiori ma dimensionata per questa portata, con rendimento dichiarato da Nilfisk superiore al novantadue per cento e la possibilità di limitare la temperatura di esercizio dove il massimo non serve.
Per quali lavori ha senso
Nilfisk destina esplicitamente questa macchina all'uso intensivo in agricoltura, edilizia, trasporti e industria, per compiti di pulizia gravosi che richiedono potenza e pressione elevate. È una definizione precisa e conviene rispettarla, perché sotto quella soglia la macchina è sovradimensionata e i costi di esercizio non si giustificano.
Autotrasporto e flotte pesanti. Motrici, semirimorchi, cisterne, mezzi d'opera. La combinazione di 1300 litri all'ora e novanta gradi riduce i tempi per veicolo in modo che si misura sui minuti, e su una flotta i minuti diventano ore alla settimana.
Agroalimentare e macelli. Impianti, nastri, celle, pavimentazioni. Qui lo stadio vapore non è un accessorio: le temperature elevate sono richieste dai protocolli di sanificazione oltre che dall'efficacia sullo sporco.
Zootecnia intensiva. Capannoni, box, corsie di alimentazione, attrezzature, con cicli di lavaggio che coprono superfici molto estese.
Industria pesante e fonderie. Macchinari, pavimenti oleosi, vasche, aree di lavorazione dove il residuo è grasso e compatto insieme.
Edilizia e macchine movimento terra. Sottoscocca, cingoli, benne, motori, dove il fango secco richiede pressione e il grasso richiede temperatura.
Non ha senso, invece, dove il lavoro è di poche ore alla settimana: i costi di esercizio, il gasolio e la manutenzione del gruppo termico rendono la macchina sproporzionata, e la classe media copre lo stesso bisogno con molte meno complicazioni.
Le tre condizioni da verificare prima dell'ordine
Una macchina da centonovantotto chili con una caldaia da centoquindici kilowatt non si consegna e si accende. Ci sono tre verifiche che vanno fatte prima, e ognuna può comportare un intervento da mettere a budget.
La linea elettrica deve reggere 15,5 ampere per fase su rete trifase a 400 V con protezione C 16 A, più lo spunto di avviamento. Serve una linea dedicata, e su impianti datati questo comporta spesso un intervento sul quadro.
L'alimentazione idrica deve garantire 1300 litri all'ora in continuo senza cali, con pressione in ingresso fra uno e dieci bar. Poche utenze lo fanno stabilmente: la soluzione standard è una vasca di accumulo con galleggiante, con la pompa alimentata sotto battente. Va rispettato anche il limite di quaranta gradi sull'acqua in ingresso, che è più basso di quello delle macchine ad acqua fredda della gamma MC.
Lo scarico dei fumi va progettato. Una caldaia da centoquindici kilowatt produce un volume di prodotti di combustione che in un locale chiuso richiede un camino dedicato e una ventilazione adeguata. Non è una precauzione formale: è una condizione di sicurezza e, in molti contesti, un requisito autorizzativo di cui tenere conto nei tempi.
Va infine considerato lo smaltimento dell'acqua di lavaggio, che con questi volumi e con residui oleosi richiede quasi sempre griglia di raccolta e disoleatore prima dello scarico.
Uso e manutenzione corretti
Su una macchina di questo valore la manutenzione è programmata e documentata, non lasciata all'occasione.
L'anticalcare resta la voce numero uno anche qui. Riscaldare 1300 litri all'ora accelera enormemente la precipitazione dei sali sulla serpentina, e su una caldaia da centoquindici kilowatt la sostituzione dello scambiatore è un intervento importante. Il dosaggio va impostato sulla durezza reale dell'acqua e il livello del prodotto controllato con regolarità.
L'olio della pompa va sostituito agli intervalli previsti con il lubrificante sintetico indicato dal costruttore, non con un olio generico. Il volume è di 0,95 litri. Il controllo del colore va fatto molto più spesso del cambio, nonostante l'allarme di livello: l'allarme protegge dalla mancanza, non dal degrado.
Il gruppo di combustione. Ugello del bruciatore, elettrodi e filtro del gasolio vanno controllati periodicamente. Con un consumo di 5,3 chili all'ora la quantità di combustibile che attraversa l'ugello è notevole, e la manutenzione va calibrata sulle ore effettive e non sul calendario.
Gli ugelli alta pressione sono materiale di consumo. Su questa macchina l'ugello di serie è il NT 0680, e cambiarne il calibro modifica il rapporto fra pressione e portata: è un'operazione che va fatta con cognizione.
Il fermo invernale richiede svuotamento del circuito o antigelo per pompe se la macchina resta in locale non riscaldato. Sulle macchine a caldo il gelo danneggia anche la serpentina.
Sulla rumorosità, i 78,8 dB(A) dichiarati sono un valore che in ambiente chiuso e su turni lunghi richiede protezione acustica per l'operatore, da valutare insieme al tema della forza di reazione già trattato.
Perché comprarla da Ecologydrive
Su una macchina di questa classe il prezzo di acquisto è solo una parte del conto: contano il gasolio, l'acqua, lo smaltimento, la protezione dal calcare e le opere di predisposizione. Prima dell'ordine ti diamo una valutazione completa di tutte queste voci, comprese quelle che comportano lavori sull'impianto, così da non trovare sorprese fra il preventivo e la messa in servizio.
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Trovi il resto della gamma nella pagina delle macchine per pulizia Nilfisk, il confronto con le altre marche fra le idropulitrici professionali e il resto dell'attrezzatura fra le macchine per la pulizia.
Domande frequenti
Perché deve scaldare 1300 litri all'ora invece di circa 750. Scaldare l'acqua richiede energia in proporzione diretta alla quantità: con una caldaia sottodimensionata la macchina scalderebbe bene per qualche minuto e poi la temperatura crollerebbe a pistola aperta.
Il dichiarato è 5,3 kg/h a bruciatore acceso. Il serbatoio da 30 litri corrisponde a circa cinque ore di combustione continua. Nell'uso reale un pieno copre normalmente una giornata, ma su lavorazioni continuative va previsto un rifornimento in giornata.
Nella gamma mobile ad acqua calda sì. La compatta ha il vapore ma si ferma a 180 bar e 780 l/h; la media non ha lo stadio vapore. La MH 6P è quindi la scelta obbligata per chi ha bisogno sia di ore di lavoro sia di vapore.
Che la ceramica è il materiale del pistone e non un rivestimento su supporto metallico, come sui modelli con pistoni ceramizzati. Non esiste quindi il rischio di distacco del rivestimento, che sulle macchine molto sollecitate è il modo tipico in cui un pistone rivestito arriva a fine vita.
È il doppio di quella della classe media e su turni lunghi produce affaticamento reale. Non è un difetto ma una conseguenza della potenza. Dove il lavoro è continuativo conviene alternare gli operatori o adottare lance con supporto e sistemi rotanti invece dell'uso a mano libera.
No. La pompa contiene 0,95 litri di lubrificante sintetico ad alte prestazioni e la specifica indicata dal costruttore va rispettata. Un olio minerale generico non mantiene la viscosità allo stesso modo sotto carico e alla temperatura di esercizio di questa macchina.
Solo con evacuazione dei fumi tramite camino dedicato e ventilazione adeguata. Una caldaia da 115 kW produce un volume di prodotti di combustione che non può essere disperso in un ambiente chiuso, ed è un aspetto che in molti contesti ha anche rilevanza autorizzativa.
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