Lavapavimenti a guida autonoma Nilfisk Liberty: le versioni, i requisiti e quanto costa davvero
Se avete già capito che cosa fa una lavasciuga a guida autonoma e state valutando l'acquisto, la domanda non è più come funziona ma quale versione serve, che cosa deve avere il vostro edificio perché funzioni, e in quanto tempo rientra la spesa. Questa pagina risponde a quelle tre domande.
La parte introduttiva, cioè che cosa distingue un AMR da un AGV, come si mappa il perimetro e come lavorano i sensori di sicurezza, l'abbiamo trattata nell'articolo su come funziona una lavapavimenti robotizzata a guida autonoma. Qui si parla di scelta, di installazione e di numeri.
Autonomia AGMfino a 6 ore
Autonomia litiofino a 10 ore
Tre versioni della stessa macchina: quale serve davvero
La gamma Liberty SC50 si articola in tre allestimenti che condividono la stessa base meccanica e lo stesso pacchetto di navigazione. Cambia l'alimentazione e, in un caso, un modulo aggiuntivo. La scelta si fa sul ciclo di lavoro, non sul listino.
Liberty SC50 con batterie AGM è la configurazione di ingresso. Dichiara fino a sei ore di lavoro continuativo con una carica. Sono sufficienti a coprire un turno notturno completo in un magazzino o in un centro commerciale di dimensioni medie, e la macchina rientra in stazione con margine. Va abbinata a un locale o a un'area di ricarica con la ventilazione prevista dal costruttore, perché le batterie al piombo in carica sviluppano idrogeno.
Liberty SC50 LION monta un pacco al litio e porta l'autonomia dichiarata fino a dieci ore. Le ore in più contano meno di quanto sembri: quello che cambia davvero è la ricarica di opportunità. Con il litio la macchina può rientrare in stazione, caricare quaranta minuti fra due cicli e ripartire, senza che la carica parziale accorci la vita del pacco. Con l'AGM questo non si può fare, e il ciclo di lavoro deve essere pianificato attorno a una ricarica completa. Il litio inoltre non richiede il locale ventilato, che in molte strutture semplicemente non esiste.
Liberty SC50 UVGI aggiunge un modulo a radiazione ultravioletta germicida che tratta il pavimento mentre la macchina lava. Nilfisk dichiara che il gruppo UV-C è conforme agli standard di sicurezza applicabili, con certificazione di parte terza Intertek. È una configurazione che ha senso in ambienti dove la disinfezione della superficie è un requisito documentato, strutture sanitarie, laboratori, produzione alimentare, e non altrove: in un magazzino logistico è una funzione che si paga e non si usa.
La regola pratica che seguiamo in fase di offerta: turno unico con locale di ricarica già a norma, AGM. Cicli multipli, turni lunghi o assenza di un locale ventilato, LION. Requisito igienico formalizzato in una procedura aziendale, UVGI.
Dati tecnici della gamma Liberty SC50
| Categoria | Lavasciuga pavimenti uomo a bordo a guida autonoma (AMR) |
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| Larghezza di lavaggio spazzole | 51 cm |
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| Resa oraria teorica | 1.936 m²/h |
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| Serbatoio soluzione | 57 litri |
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| Serbatoio recupero | 53 litri |
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| Autonomia versione AGM | fino a 6 ore continuative |
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| Autonomia versione LION al litio | fino a 10 ore continuative |
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| Copertura dichiarata della superficie mappata | da 98 a 99,5 per cento |
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| Interfaccia operatore | schermo touch da 15 pollici |
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| Mappatura | a perimetro, un solo giro guidato manualmente; percorso interno calcolato dal software |
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| Sensoristica | sensori 3D, 2D, a infrarossi e di profondità; doppia coppia con copertura a 360 gradi; rilevamento dislivelli |
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| Reportistica | metri quadri puliti, tempi e cicli completati; notifica a fine ciclo o a batteria in esaurimento |
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| Versione UVGI | modulo UV-C con certificazione di parte terza Intertek |
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Dati dichiarati dal costruttore. Una precisazione: la larghezza di 51 cm è quella del gruppo spazzole, coerente con la sigla di modello a disco da 20 pollici. Una scheda di distributore riporta per la stessa macchina una larghezza di 77 cm, valore che con ogni probabilità si riferisce alla larghezza di asciugatura del tergipavimento e non a quella di lavaggio: lo confermiamo per iscritto sulla configurazione ordinata prima dell'offerta. Peso, dimensioni di ingombro, rumorosità, velocità e capacità in amperora dei pacchi batteria non sono pubblicati da Nilfisk sulle pagine di prodotto e non li stimiamo.
Che cosa deve avere l'edificio prima di comprarla
È la parte che nessuno racconta in fase commerciale e che decide la riuscita dell'installazione. Una macchina autonoma non si consegna e si accende: lavora bene solo se l'edificio ha alcune caratteristiche, e vale la pena verificarle prima di firmare, non dopo.
Un pavimento omogeneo e senza dislivelli non segnalati. I sensori rilevano i dislivelli e la macchina si ferma, che è il comportamento corretto ma anche il motivo per cui un ciclo si interrompe di continuo se il percorso attraversa canaline aperte, giunti larghi, griglie di scarico o soglie non raccordate. Un pavimento industriale in buono stato non è un problema; uno con canaline scoperte va sistemato o escluso dalla mappatura.
Un punto acqua e uno scarico raggiungibili. Cinquantasette litri di soluzione si esauriscono, e il serbatoio di recupero va svuotato. Se il punto di carico dell'acqua è dall'altra parte dello stabilimento, ogni rabbocco costa un trasferimento e vanifica una parte del vantaggio. Il posizionamento della stazione va deciso insieme, non improvvisato alla consegna.
Una presa dedicata nel punto di sosta. Banale e regolarmente dimenticato. Con le batterie AGM serve anche la ventilazione dell'area di ricarica; con il litio no, ed è uno dei motivi per cui il LION finisce spesso per costare meno una volta contato l'adeguamento del locale.
Corridoi liberi durante il ciclo. La macchina aggira gli ostacoli temporanei, ma un magazzino dove i pallet vengono lasciati sistematicamente nel corridoio principale costringe la macchina a percorsi alternativi continui e la copertura reale scende. È un problema organizzativo, non tecnico, e si risolve con una regola interna: prima del ciclo notturno i corridoi si liberano.
Un referente interno. Non serve un tecnico e non serve un informatico, ma serve qualcuno che rifaccia la mappatura quando il layout cambia, controlli i report e si accorga se la copertura è calata. Senza un nome e un cognome assegnati, dopo sei mesi nessuno guarda più i dati.
Il conto economico, fatto per bene
Il confronto onesto non è fra il prezzo della macchina autonoma e quello di una lavasciuga tradizionale, perché non comprano la stessa cosa. Il confronto è fra il costo totale di pulire quella superficie in un anno con l'una o con l'altra.
Sul piatto della macchina tradizionale ci sono un prezzo di acquisto sensibilmente più basso e nessun requisito di installazione. Sul piatto opposto ci sono le ore di operatore: una superficie che richiede quattro ore di lavaggio a turno, cinque giorni a settimana, sono oltre mille ore di lavoro l'anno. È quello il numero da confrontare con il differenziale di prezzo, e in strutture di quelle dimensioni il rientro si misura in mesi, non in anni.
Ci sono però tre voci che vanno messe nel conto e che di solito mancano. La prima è la differenza di copertura: un operatore attento copre in media l'ottantacinque per cento della superficie in un turno, la macchina autonoma fra il 98 e il 99,5 per cento del mappato. Non è un dettaglio di qualità, è superficie che con il metodo manuale semplicemente non viene lavata e che prima o poi va recuperata con un intervento straordinario.
La seconda è la tracciabilità. La macchina produce report su metri quadri puliti, tempi e cicli completati. Per chi lavora in appalto è la differenza fra dire di aver pulito e dimostrarlo; per chi ha una certificazione di processo è documentazione già pronta.
La terza, in negativo, è che una macchina autonoma non azzera il personale. Qualcuno deve riempire e svuotare i serbatoi, controllare le lame, sostituire i dischi e rifare la mappatura quando serve. Il tempo passa da quattro ore di guida a venti minuti di gestione, il che è esattamente il punto, ma chi mette a budget zero ore si troverà con una macchina ferma.
Perché la resa reale è sempre inferiore a 1.936 metri quadri all'ora
Il dato di targa è una moltiplicazione: larghezza di lavaggio per velocità di avanzamento. Presuppone che la macchina vada dritta, alla velocità massima, senza mai fermarsi e senza mai ripassare due volte sullo stesso punto. In nessun edificio reale accade.
Le voci che erodono la resa sono quattro e si possono stimare in sopralluogo. La sovrapposizione fra passate vale qualche punto percentuale e non si elimina: serve a non lasciare strisce non lavate fra una passata e l'altra. Le inversioni di marcia costano tempo in proporzione a quanto sono corte le corsie: in un'area larga e libera incidono poco, in un magazzino a corsie da venti metri incidono molto.
Gli arresti per ostacolo dipendono da quanto è trafficato l'ambiente durante il ciclo. Su un turno notturno a struttura vuota sono rari; se la macchina lavora in orario di apertura sono continui, e ogni arresto costa il tempo di fermarsi, verificare e ripartire. I rabbocchi e gli svuotamenti, infine, dipendono dalla distanza fra il percorso e i punti acqua.
Nella pratica, su ambienti ampi e regolari puliti di notte, la resa che vediamo si colloca ragionevolmente sotto il dato teorico ma resta ampiamente sufficiente a coprire il ciclo previsto. In ambienti articolati o con traffico durante il lavoro il divario si allarga, e conviene saperlo prima di calcolare quante notti servono per coprire tutta la superficie. È esattamente il numero che misuriamo durante una prova di noleggio, ed è il motivo per cui la consigliamo.
Non sostituisce il resto del parco macchine
Un'installazione che funziona quasi sempre è mista, e conviene dirlo prima. La macchina autonoma prende la parte ampia, regolare e ripetitiva della superficie: le corsie principali, le aree di transito, le sale vendita, i corridoi di magazzino. Il resto, gli angoli, i locali piccoli, le zone dietro le attrezzature, le scale, i servizi, resta a una macchina tradizionale o a una monospazzola.
Nella pratica questo significa che accanto alla Liberty resta quasi sempre in servizio una lavapavimenti uomo a terra compatta, che copre in venti minuti quello che la macchina autonoma non tocca. Su superfici con detrito solido abbondante serve anche un passaggio di spazzatrice prima del lavaggio, perché sabbia e frammenti grossi intasano il tergipavimento e riempiono il serbatoio di recupero in pochi minuti, esattamente come su una macchina guidata.
Chi ha una superficie sotto i duemila metri quadri, o un layout che cambia ogni settimana, di solito non ha bisogno di una macchina autonoma: ha bisogno di una lavasciuga tradizionale della taglia giusta. È una risposta che diamo con una certa frequenza e che non ci è mai costata un cliente.
Acquisto, noleggio e assistenza in Toscana
Ecologydrive Srl è a Montemurlo, in provincia di Prato, e segue con assistenza diretta le aziende di Prato, Firenze, Pistoia e della Toscana. Su una macchina autonoma la vicinanza del fornitore pesa più che su una tradizionale, per un motivo semplice: quando una lavasciuga guidata si ferma, l'operatore se ne accorge subito; quando si ferma una macchina che lavora di notte da sola, ve ne accorgete la mattina dopo, a pavimento sporco.
Il percorso che proponiamo è sempre lo stesso e comincia con un sopralluogo: misuriamo la superficie realmente mappabile, guardiamo i dislivelli, individuiamo la posizione della stazione e verifichiamo i punti acqua. Da lì esce una stima di produttività reale, che è diversa dai 1.936 metri quadri all'ora teorici e serve a capire quanti cicli servono davvero.
Il noleggio su questa categoria ha senso più che altrove, e non solo per ragioni finanziarie: permette di verificare sul campo la produttività reale prima di impegnarsi su un acquisto, e su una tecnologia che molte aziende non hanno mai avuto in casa è il modo più onesto di procedere.
Seguiamo la macchina con officina interna, teniamo i consumabili, dischi, lame del tergipavimento, filtri, e sui pacchi batteria di ricambio trovate il quadro nella pagina delle batterie per spazzatrici e lavapavimenti. Il resto della gamma del costruttore è raccolto nella pagina delle macchine per pulizia Nilfisk.
Manutenzione: che cosa cambia rispetto a una macchina guidata
Meccanicamente la manutenzione è quella di qualunque lavasciuga: dischi o spazzole da controllare e sostituire, lame del tergipavimento da girare e cambiare, serbatoio di recupero da sciacquare a fine ciclo, filtro dell'aspirazione da pulire. Chi ha già lavasciughe in casa non deve imparare nulla di nuovo.
Le due voci in più riguardano la parte autonoma. La prima sono i sensori: vanno tenuti puliti. Un sensore sporco di polvere o schizzato di soluzione detergente vede peggio, e la macchina diventa prudente, rallenta, si ferma più spesso, allunga il ciclo. Il sintomo tipico è "da qualche settimana ci mette di più", e la causa è quasi sempre una pulizia dei sensori mai fatta.
La seconda è la mappa. Va rifatta quando il layout cambia in modo permanente: scaffalature spostate, una nuova area di stoccaggio, un varco chiuso. Non è un'operazione tecnica, è un giro di perimetro guidato manualmente, ma va fatta da qualcuno che sappia che va fatta. Una macchina che lavora su una mappa vecchia perde copertura ed è la causa più comune di delusione a distanza di un anno.
Sulla versione UVGI si aggiunge la verifica periodica del gruppo UV-C, che come ogni sorgente ultravioletta perde efficacia nel tempo anche quando continua ad accendersi.
Domande frequenti
L'autonomia dichiarata passa da sei a dieci ore, ma il vantaggio principale è un altro: con il litio si può ricaricare fra due cicli, anche parzialmente, senza penalizzare il pacco, e non serve un locale di ricarica ventilato. Con l'AGM il ciclo va pianificato attorno a una ricarica completa e la ventilazione è un requisito.
Sotto i duemila metri quadri, o con un layout che cambia di continuo, quasi sempre conviene una lavasciuga tradizionale della taglia giusta. Il ragionamento non si fa sui metri quadri in assoluto ma sulle ore di operatore che si liberano: se la superficie richiede quattro ore di lavaggio al giorno, il conto torna; se ne richiede una, no.
No, e chi lo promette sta vendendo male. Qualcuno deve riempire e svuotare i serbatoi, controllare lame e dischi, pulire i sensori e rifare la mappa quando il layout cambia. Il tempo passa da ore di guida a minuti di gestione, ed è quello il risparmio reale.
Le cause più frequenti sono tre: corridoi occupati da pallet o attrezzature lasciate fuori posto, dislivelli non raccordati sul percorso come canaline aperte e griglie, e sensori sporchi. Tutte e tre si prevengono, ed è il motivo per cui il sopralluogo prima dell'acquisto conta più della scheda tecnica.
Aggiunge un modulo a ultravioletti germicidi che tratta la superficie mentre la macchina lava. Nilfisk dichiara la conformità agli standard di sicurezza applicabili con certificazione di parte terza Intertek. Ha senso dove la disinfezione del pavimento è un requisito formalizzato in una procedura, non come funzione generica in più.
Sì, e su questa categoria lo consigliamo. Il noleggio permette di misurare la produttività reale nel vostro ambiente, che è sempre diversa dal dato teorico, e di verificare quanti cicli servono davvero prima di impegnarsi su un acquisto.
Perché Nilfisk non li pubblica sulle pagine di prodotto di questa gamma, e preferiamo una riga assente a un numero stimato. Se servono per una verifica di portata del solaio o per il trasporto, li chiediamo al costruttore sulla configurazione esatta e li mettiamo per iscritto prima dell'ordine.
Il sopralluogo viene prima del preventivo, su questa categoria più che su ogni altra.
Ecologydrive Srl, Via Tagliamento 5, 59013 Montemurlo (PO) - P.IVA 02409920978 - Telefono 0574 1746719. Mandateci una planimetria e vi diciamo quanta superficie è realmente mappabile, quanti cicli servono e se la macchina autonoma è la scelta giusta o se conviene una lavasciuga tradizionale.