Melex 329 Veicolo elettrico per trasporto disabili
Il Melex 329 è il veicolo elettrico che una struttura sceglie quando deve spostare una persona in carrozzina insieme a chi la accompagna, senza farla scendere dalla sedia e senza chiedere a nessuno di sollevarla. La carrozzina sale su una rampa, si aggancia a bordo, e il mezzo parte con altri quattro passeggeri più il conducente.
È un veicolo per aree private: percorsi interni di strutture sanitarie, residenze, parchi, cimiteri, campus. Non è pensato per la circolazione su strada pubblica, e su questo punto torniamo più avanti perché è quello su cui vale la pena essere precisi.
Scheda tecnica Melex 329
Come si carica una carrozzina, davvero
La configurazione prevede un posto in carrozzina più quattro passeggeri, oltre al conducente, con una piattaforma-rampa posteriore di serie.
Nella pratica quello che conta non è la rampa in sé ma tre cose che di solito nessuno considera in fase di acquisto.
La pendenza della rampa dipende da dove la appoggiate. Su un piano perfettamente in bolla la rampa è quella dichiarata; su un cordolo, su una pendenza o su un fondo cedevole cambia, e con essa lo sforzo di chi spinge. Se il punto di carico è sempre lo stesso, vale la pena sistemarlo una volta invece di combattere con la rampa tutti i giorni.
La carrozzina va vincolata, non appoggiata. Un mezzo che viaggia a 25 km/h su un vialetto con dossi trasmette accelerazioni reali. Il sistema di ancoraggio va usato ogni volta, anche per il giro di cinquanta metri, e il personale va formato: è la cosa che nella pratica viene saltata per fretta.
Le cinture a tre punti sono di serie sui posti passeggeri. È un dato che vale la pena verificare rispetto ad altri mezzi della stessa categoria, dove spesso sono a due punti o assenti.
Esiste anche una variante di allestimento con due binari indipendenti in alluminio al posto della rampa unica. Cambia il modo di caricare e il peso dell'accessorio: se avete già un flusso di lavoro consolidato, ditecelo prima dell'ordine.
Sei metri e sessanta di raggio: il vincolo vero
Questo è il numero da guardare prima di tutti gli altri, ed è il motivo per cui alcuni progetti si fermano.
Il raggio di sterzata esterno dichiarato è di 6.600 millimetri. Non è un diametro: è un raggio, quindi per fare inversione servono oltre tredici metri di spazio.
Il motivo è la lunghezza: 4.727 millimetri con un passo di 3.440. È un veicolo delle dimensioni di un furgone medio, perché deve contenere una carrozzina in posizione di marcia più quattro sedute.
La conseguenza pratica è che questo mezzo vuole viali, non vialetti. Su un percorso ad anello, in un parco o in un campus si guida senza problemi; in un cortile di una residenza storica o fra due corpi di fabbrica ravvicinati va verificato prima, e in molti casi la risposta è che non ci sta.
Il consiglio che diamo: prima di ordinare, percorrete il giro previsto con un furgone di lunghezza simile e contate i punti in cui dovete manovrare. Se sono più di due, il progetto va rivisto.
La larghezza è di 1.240 millimetri, che è contenuta e raramente è il problema. Con gli specchietti si arriva a 1.580: quello è il numero da confrontare con i varchi stretti. L'altezza è di 1.880 mm.
Piombo o litio: qui la differenza è di undici ore
Il pacco standard è composto da otto batterie Trojan T-145 da 260 Ah a 48 Volt, al piombo acido. Il tempo di ricarica dichiarato è di circa undici ore.
Undici ore significa che il mezzo si ricarica di notte e basta. Se serve durante il giorno, non c'è margine: il ciclo va completato e interromperlo ripetutamente rovina il pacco.
La configurazione al litio è disponibile in tre tagli, 6,2, 9,3 e 12,4 kWh, con tempi di ricarica fra quattro ore e mezza e nove e mezza a seconda del taglio, e caricabatteria a bordo.
Su una struttura sanitaria o su una residenza, dove i trasferimenti non seguono un orario e capita di doverne fare uno in più a fine giornata, la differenza fra undici ore e quattro e mezza non è una comodità: è la differenza fra un mezzo che è disponibile e uno che è in carica. Il litio, inoltre, accetta ricariche parziali senza danneggiarsi, quindi si può rimettere energia fra un trasferimento e l'altro.
Il pacco al piombo resta più economico all'acquisto e ha senso su un uso programmato e regolare, con un solo turno al giorno. Le tecnologie e i criteri di sostituzione sono su batterie per golf car.
L'autonomia e il motore
Il costruttore dichiara fino a 120 chilometri di autonomia per questa configurazione. È un valore alto per la categoria e si spiega con il pacco di batterie generoso.
Nell'uso reale di una struttura, però, l'autonomia non è quasi mai il vincolo: cento chilometri al giorno su percorsi interni sono tantissimi. Il vincolo è il tempo di ricarica, ed è il motivo per cui insistiamo su quel punto e non su questo.
Il motore è in corrente alternata trifase a 48 Volt, con 5 kW nominali di serie e una versione da 8 kW a richiesta. La coppia massima dichiarata va da 60 a 75 Nm con un rapporto di riduzione di 20:1.
La versione da 8 kW ha senso in un caso preciso: se la struttura ha rampe importanti e il mezzo viaggia carico. Con una carrozzina, quattro passeggeri e il conducente si superano facilmente i 400 chili di solo carico umano, e su una salita lunga la differenza fra 5 e 8 kW si sente.
Freni e sospensioni: da veicolo, non da golf car
L'impianto frenante è idraulico, con disco all'anteriore e tamburo al posteriore, più un freno elettromagnetico automatico. È un impianto da veicolo stradale, non da golf car, ed è coerente con la massa e con il tipo di trasporto.
Su un mezzo che trasporta una persona in carrozzina la frenata progressiva non è un dettaglio di comfort: una frenata brusca su una sedia vincolata è una sollecitazione che il passeggero subisce senza poter reagire. Il disco anteriore dà una modulazione che un tamburo non dà.
Le sospensioni sono a doppio braccio oscillante indipendente all'anteriore e a balestra al posteriore. Anche questo è coerente: il quadrilatero davanti per la precisione di guida, la balestra dietro per portare il peso.
Il telaio è in acciaio zincato a caldo. Non è verniciatura: la zincatura è una protezione che copre anche l'interno dei profili, ed è la ragione per cui questi mezzi resistono bene in ambienti umidi.
Sull'omologazione, come stanno le cose
Questo è il punto su cui vogliamo essere precisi, perché riguarda il trasporto di persone fragili e un errore qui ha conseguenze reali.
Melex colloca storicamente questa configurazione fra i veicoli speciali non omologati, cioè destinati alle aree private. Nella gamma Melex esistono modelli omologati per la strada, ma sono altri: nel nostro catalogo trovate ad esempio la Melex 463 omologata a 4 posti e le navette 366 a 6 posti e 378 a 8 posti, omologate M1.
Se il vostro servizio deve attraversare o percorrere strada pubblica, anche per pochi metri fra due edifici separati da una via comunale, la configurazione da valutare è una di quelle, non questa. Ve lo diciamo prima perché è il tipo di verifica che, fatta dopo l'acquisto, costa il mezzo.
In ogni caso, per il veicolo specifico che consegniamo fa fede la documentazione che lo accompagna, e ve la facciamo avere prima dell'ordine.
Una nota sul nome
Melex ha riorganizzato la nomenclatura della gamma: la configurazione per il trasporto di persone con disabilità che il mercato conosce come 329 è oggi a catalogo come N.30 Transport Niepelnosprawnych, in inglese N.30 Mobility.
È lo stesso veicolo, sulla stessa piattaforma. Lo segnaliamo perché se cercate documentazione sul sito del costruttore con la vecchia sigla non la troverete, e perché fra le due denominazioni circolano dati di velocità massima diversi: 25 km/h nella documentazione dedicata al trasporto disabili e 43 km/h nella scheda internazionale della stessa piattaforma. Sono varianti reali di configurazione, non un errore. Sul mezzo che consegniamo vi confermiamo il dato prima dell'ordine.
Per quali strutture
Residenze sanitarie assistenziali e case di riposo. Trasferimenti fra padiglioni, giardino, sala comune e ingresso, con l'ospite che resta nella propria carrozzina.
Strutture ospedaliere e riabilitative. Spostamenti interni fra reparti e servizi su percorsi lunghi, dove far scendere e risalire il paziente a ogni tratta non è praticabile.
Cimiteri. È un uso frequente e poco raccontato: accompagnamento di visitatori con difficoltà motorie su viali lunghi, dove il servizio esiste raramente proprio perché manca il mezzo.
Parchi, aree fieristiche e grandi campus. Servizio di accessibilità per visitatori in carrozzina su percorsi ampi.
Strutture ricettive accessibili. Accompagnamento di ospiti con disabilità fra parcheggio, camere e servizi.
Quando non è il mezzo giusto: se il percorso è stretto, per via dei 6.600 mm di raggio; se serve circolare su strada pubblica, perché serve un mezzo omologato; se il trasporto è occasionale e una sola volta al mese, perché il costo non si giustifica.
Uso e manutenzione
La ricarica. Con il pacco al piombo il ciclo di undici ore va completato, il livello dell'elettrolito controllato a data fissa e il locale ventilato. Con il litio nessuno dei due vincoli.
Il sistema di ancoraggio della carrozzina. Cinghie, ganci e punti di attacco vanno controllati periodicamente, come si farebbe con qualsiasi dispositivo di sicurezza. È la parte del mezzo che protegge il passeggero ed è quella che si usura in silenzio.
L'impianto frenante idraulico. Livello del liquido, stato delle tubazioni e sostituzione periodica del fluido. È una manutenzione programmata, non a vista.
La rampa. Cerniere, fermi e superficie antiscivolo. Una rampa che si irrigidisce è una rampa che il personale smette di usare correttamente.
Le sospensioni. Il doppio braccio anteriore ha snodi con giochi da controllare; la balestra posteriore lavora sotto carico e va guardata a fine stagione.
L'assistenza è nella nostra officina di Montemurlo: il quadro completo è su assistenza golf car e i pezzi su ricambi golf car.
Perché rivolgersi a Ecologydrive
Trattiamo la gamma Melex e la conosciamo anche nelle configurazioni speciali, che è la parte dove i cataloghi dicono poco e le differenze contano. Il quadro completo dei modelli è nella pagina veicoli elettrici Melex.
Officina, magazzino ricambi e flotta sono nella stessa sede di Montemurlo, in provincia di Prato, con consegna in tutto il Centro e Nord Italia. Su un mezzo destinato al trasporto di persone fragili facciamo sempre una verifica preventiva del percorso: è la sola cosa che evita di scoprire dopo la consegna che il mezzo non gira dove serve.
Domande frequenti
Quante persone trasporta il Melex 329?
Una persona in carrozzina più quattro passeggeri, oltre al conducente. La carrozzina sale su una piattaforma-rampa posteriore e viene vincolata a bordo.
È omologato per circolare su strada?
No. Questa configurazione è classificata dal costruttore fra i veicoli speciali non omologati, quindi per aree private. Se dovete percorrere strada pubblica servono i modelli Melex omologati, come la 463 o le navette 366 e 378.
Quanto spazio serve per farlo girare?
Il raggio di sterzata esterno dichiarato è di 6.600 mm: per un'inversione servono oltre tredici metri. È un veicolo lungo 4.727 mm, e la manovrabilità è il suo vincolo principale.
Quanto tempo serve per ricaricarlo?
Circa undici ore con il pacco standard al piombo. Con le configurazioni al litio, disponibili da 6,2, 9,3 e 12,4 kWh, si scende fra quattro ore e mezza e nove e mezza, con la possibilità di ricariche parziali.
Quanta autonomia ha?
Il costruttore dichiara fino a 120 km. Nell'uso interno di una struttura l'autonomia raramente è il vincolo: lo è il tempo di ricarica.
La carrozzina va bene qualunque?
Le carrozzine standard sono compatibili, ma su modelli particolari, elettrici o di dimensioni fuori misura conviene verificare prima. Se ci mandate il modello, lo controlliamo noi.
Perché sul sito Melex non trovo il 329?
Perché il costruttore ha rinominato la gamma: questa configurazione è oggi a catalogo come N.30 Transport Niepelnosprawnych, in inglese N.30 Mobility. È lo stesso veicolo sulla stessa piattaforma.
Richiedi un preventivo
Per capire se è il mezzo giusto ci servono quattro informazioni: quanti trasferimenti fate in una giornata e in che orari, che spazio c'è nel punto di inversione più stretto, se il percorso resta tutto dentro la proprietà e che tipo di carrozzine dovete caricare. Con questi dati vi diciamo se serve la configurazione al litio e se il 329 è la scelta giusta o se conviene un modello omologato. Scriveteci dalla pagina contatti oppure chiamate la sede di Montemurlo.
Ecologydrive Srl, Via Tagliamento 5, 59013 Montemurlo (PO), P.IVA 02409920978.