Spazzatrice Nilfisk SR 1601 B MAXI: 1600 mm di larghezza, cassone da 315 litri e scarico in quota a 1,59 metri
Quando un piazzale supera i diecimila metri quadri, o un capannone logistico va spazzato tutti i giorni prima del turno, il problema non è più quale spazzatrice comprare ma quanto tempo si perde a svuotarla. La SR 1601 B MAXI risolve esattamente questo: un cassone da 315 litri che si scarica direttamente nel cassonetto a un'altezza massima di 159 centimetri, senza scendere dalla macchina e senza travasi intermedi.
È la spazzatrice uomo a bordo più grande della gamma Nilfisk a batteria che trattiamo. La sigla MAXI, nella nomenclatura Nilfisk, identifica la configurazione con due spazzole laterali e sistema DustGuard di serie: non è una versione più potente della stessa macchina, è la stessa macchina già allestita nella configurazione che serve nella maggior parte dei cantieri.
Larghezza di lavoro1600 mm (2 spazzole)
Superficie filtrante10 m²
AlimentazioneBatteria 48 V
Milleseicento millimetri: cosa significano davvero in un capannone
La larghezza di lavoro con le due spazzole laterali è di 1600 millimetri. Con una sola spazzola scende a 1250. La differenza sembra modesta sulla carta, sono 35 centimetri, ma cambia il numero di passate su una superficie ampia in modo tutt'altro che lineare.
Su un piazzale da diecimila metri quadri, passando a 1250 millimetri servono circa ottanta corse in lunghezza; a 1600 ne servono sessantatré. Diciassette passate in meno significano diciassette inversioni di marcia in meno, ed è nelle inversioni che si perde tempo, non nel tratto dritto. Chi confronta le due configurazioni guardando solo la resa oraria dichiarata sottovaluta questo aspetto.
La resa teorica dichiarata è di 12.800 metri quadri all'ora con due spazzole e 10.000 con una sola. Nilfisk pubblica anche il dato pratico, che è la cifra da usare per un calcolo serio: 8.960 metri quadri all'ora con due spazzole, 7.000 con una. Il rapporto è del settanta per cento circa, e tiene conto delle sovrapposizioni tra passate, delle manovre e degli svuotamenti. Nella nostra esperienza è una stima onesta, non ottimistica: in ambienti liberi e regolari si può fare anche meglio, in un magazzino con scaffalature strette si sta sotto.
La seconda spazzola laterale non serve solo a coprire più superficie. Serve a raccogliere lungo entrambi i lati contemporaneamente, e questo conta nei corridoi delimitati da scaffali o da muri su tutti e due i lati, dove con una sola spazzola bisognerebbe passare due volte in direzioni opposte per pulire il bordo.
Il cassone da 315 litri e lo scarico a 159 centimetri
Il cassone da 315 litri è la vera ragione per cui una macchina di questa classe si giustifica. È una capacità che, su detrito leggero come carta, imballi e polvere, permette turni interi senza svuotare.
Ma il numero che va verificato prima dell'acquisto è l'altro: 159 centimetri di altezza massima di scarico. Significa che la macchina può alzare il cassone e ribaltarlo dentro un cassonetto standard, un container scarrabile basso o un press-container, senza che l'operatore scenda e senza sacchi da movimentare a mano.
Il controllo pratico da fare è banale e quasi nessuno lo fa: misurare il bordo superiore del contenitore dove si andrà a scaricare. Se quel bordo sta sotto i 159 centimetri, lo scarico funziona. Se sta sopra, per esempio su alcuni scarrabili industriali che superano il metro e ottanta, la macchina non ci arriva e tutto il vantaggio dello scarico in quota si perde. Ci è capitato di intervenire su installazioni dove il problema è emerso dopo la consegna, e la soluzione è stata spostare il punto di scarico, non cambiare macchina.
Va considerato anche lo spazio in altezza sopra il punto di scarico: il cassone sollevato e ribaltato occupa più dei 146 centimetri di ingombro a riposo. Sotto una tettoia bassa o una porta sezionale l'operazione va fatta all'esterno.
Dati tecnici
| Modello | Nilfisk SR 1601 B MAXI (cod. 13300149) |
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| Tipologia | Spazzatrice uomo a bordo a batteria |
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| Larghezza di lavoro con 1 spazzola laterale | 1250 mm |
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| Larghezza di lavoro con 2 spazzole laterali | 1600 mm |
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| Resa oraria teorica | 12.800 m²/h (2 spazzole), 10.000 m²/h (1 spazzola) |
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| Resa oraria pratica dichiarata | 8.960 m²/h (2 spazzole), 7.000 m²/h (1 spazzola) |
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| Capacità cassone | 315 litri |
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| Altezza massima di scarico | 159 cm |
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| Superficie filtrante principale | 10 m² |
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| Tensione impianto | 48 V |
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| Vano batteria | 850 x 300 x 650 mm |
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| Velocità massima | 8 km/h |
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| Pendenza massima superabile | 20% |
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| Rumorosità | 69,5 dB(A) |
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| Dimensioni (L x L x H) | 222 x 132 x 146 cm |
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| Configurazione MAXI | Doppia spazzola laterale e DustGuard di serie |
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Il peso della macchina è riportato con valori discordanti dalle fonti che abbiamo consultato e preferiamo non pubblicarlo: se serve per una verifica di portata del solaio o per il trasporto, lo confermiamo per iscritto con il dato ufficiale Nilfisk prima dell'ordine. Lo stesso vale per la capacità in ampere del pacco batterie e per l'autonomia, che dipendono dall'allestimento richiesto.
Dieci metri quadri di filtro: perché è il dato che separa le classi
Dieci metri quadri di superficie filtrante sono molti, anche per una macchina di questa taglia. Per confronto, le spazzatrici uomo a terra della stessa gamma stanno fra uno e sette metri quadri.
Il senso di un filtro così ampio non è filtrare meglio, è filtrare più a lungo prima di intasarsi. Un filtro grande lavora con una velocità dell'aria più bassa attraverso il materiale: la polvere si deposita in superficie invece di essere spinta dentro le fibre, e lo scuotifiltro riesce a staccarla davvero. Su un filtro sottodimensionato accade il contrario, la polvere penetra, lo scuotimento la rimuove solo in parte e la macchina perde aspirazione progressivamente nell'arco della giornata.
Nella pratica questo si traduce in un intervallo di sostituzione più lungo e, soprattutto, in una portata d'aria che resta costante fino a fine turno. Chi ha usato spazzatrici con filtro piccolo conosce l'effetto: la prima ora pulisce bene, l'ultima lascia una velatura di polvere che va ripassata.
Il DustGuard aggiunge un secondo livello di controllo, ma su un principio diverso: nebulizza acqua sulle spazzole laterali per abbattere la polvere prima che si sollevi. Non è un filtro e non sostituisce la filtrazione, agisce a monte. È utile all'aperto, su piazzali polverosi e su fondi sconnessi dove le spazzole laterali sollevano una nuvola visibile; al chiuso, su pavimento industriale, spesso non serve accenderlo.
Ottanta chilometri all'ora non servono: perché 8 km/h sono la velocità giusta
La velocità massima è di 8 km/h. Sembra poco per una macchina di due metri e venti, e i clienti che vengono da mezzi diesel lo notano subito.
Il punto è che la velocità di trasferimento e la velocità di lavoro sono due cose diverse. In spazzatura, oltre i 6-7 km/h la spazzola centrale non ha il tempo di caricare il detrito nel cassone: passa sopra il materiale grosso e lo proietta in avanti invece di raccoglierlo. È il difetto più comune che troviamo sulle macchine in prova, e quasi sempre l'operatore non lo attribuisce alla velocità ma alla spazzola consumata.
Otto chilometri all'ora sono quindi un margine ragionevole per i trasferimenti fra un'area e l'altra, non un limite operativo. Su un capannone di ventimila metri quadri il tempo di trasferimento incide poco sul totale; è la spazzatura effettiva a fare il ciclo.
La pendenza superabile del 20% è invece un numero importante e va letto per quello che è: la macchina sale una rampa al 20% in trasferimento, non spazza in pendenza al 20%. In salita il detrito tende a scivolare all'indietro fuori dal vano spazzola, e su rampe di collegamento fra piani conviene spazzare in discesa.
Il consumo delle spazzole: la voce di costo che non entra mai nel preventivo
Nei confronti fra macchine si guarda il prezzo di acquisto e, se va bene, il costo del pacco batterie. Le spazzole quasi mai. Eppure su una spazzatrice usata tutti i giorni sono la voce di consumo ricorrente più pesante dopo l'energia.
Il consumo dipende quasi interamente dal fondo, non dalla macchina. Su un pavimento industriale al quarzo liscio le setole durano a lungo. Su cemento a vista, su asfalto poroso o su autobloccanti le stesse setole si accorciano in una frazione del tempo, perché il fondo è abrasivo e la spazzola lavora contro una superficie che si comporta come carta vetrata.
La seconda variabile è la regolazione. Una spazzola centrale schiacciata troppo a terra pulisce leggermente meglio nella prima settimana e si distrugge in un mese: aumenta l'attrito, assorbe più corrente e riduce anche l'autonomia della batteria. L'impronta corretta è una striscia di contatto di pochi centimetri, non l'appoggio pieno.
La terza è la scelta della setola. Il nylon standard va bene sulla polvere e sul detrito leggero; su detrito pesante, trucioli metallici o materiale bagnato servono setole più rigide, che costano di più ma durano quanto le altre e raccolgono davvero. Montare una setola morbida in un ambiente sbagliato è l'errore che genera la lamentela più frequente, ovvero la macchina non raccoglie, quando il problema non è la macchina.
Quando facciamo un preventivo mettiamo per iscritto anche questa stima, sulla base del fondo e delle ore previste. È un numero che cambia il confronto fra due macchine molto più di quanto ci si aspetti.
Per quali ambienti è pensata
Il terreno naturale della SR 1601 B MAXI sono le superfici sopra i cinquemila metri quadri con detrito abbondante e possibilità di ricarica notturna. In concreto: piattaforme logistiche, magazzini di grande distribuzione, stabilimenti manifatturieri con reparti ampi, piazzali di stoccaggio e aree esterne pavimentate.
Nel manifatturiero la scelta della batteria rispetto alle motorizzazioni endotermiche non è ideologica. Una macchina elettrica lavora dentro il reparto durante la produzione senza problemi di scarico, e i 69,5 dB(A) permettono di spazzare in orario di lavoro senza interferire con la comunicazione fra gli operatori. Una spazzatrice diesel della stessa taglia, in reparto, di fatto non si può usare a ciclo continuo.
Nella logistica il vantaggio è lo scarico in quota, che elimina il collo di bottiglia dei sacchi da portare al cassonetto. Su un turno notturno con un solo operatore, questo è spesso il fattore che decide fra questa macchina e una taglia inferiore.
All'aperto, su piazzali e aree di manovra, funziona bene con il DustGuard attivo, a patto che il fondo sia pavimentato o comunque compatto. Su sterrato e su ghiaia grossa nessuna spazzatrice industriale rende come promesso: le spazzole si consumano rapidamente e il filtro si carica in poche ore.
Dove invece non la proponiamo: corridoi stretti, aree con scaffalature ravvicinate e ambienti sotto i duemila metri quadri. Con 132 centimetri di larghezza e 222 di lunghezza serve spazio per manovrare, e in un magazzino compatto una macchina più piccola come la SR 1000S lavora meglio e costa molto meno. Anche la SW5500 resta un'alternativa da valutare quando serve una uomo a bordo con ingombri più contenuti.
Uso e manutenzione corretti
La manutenzione di una spazzatrice di questa classe si concentra su quattro voci, e nessuna richiede un tecnico.
Spazzola centrale. Va controllata settimanalmente per usura e per corpi estranei avvolti: fili di reggia, nastro adesivo e film plastico si arrotolano sul mandrino e riducono la pressione al suolo prima ancora che le setole si consumino. La regolazione dell'impronta a terra va verificata quando la macchina comincia a lasciare una striscia di detrito al centro.
Spazzole laterali. Si consumano più in fretta della centrale perché lavorano contro il bordo. Vanno regolate in altezza man mano che si accorciano: una spazzola laterale troppo alta non convoglia più nulla verso il centro, una troppo bassa si consuma in metà tempo e proietta il detrito all'esterno.
Filtro e scuotifiltro. Lo scuotimento va azionato a fine di ogni area di lavoro e prima dello scarico del cassone, non solo a fine turno. Il filtro va estratto e ispezionato con cadenza mensile: se lo scuotimento non lo riporta pulito, è arrivato a fine vita anche se visivamente sembra integro.
Batterie. Ricarica a fine turno, sempre, anche dopo un'ora di lavoro. Se il pacco è al piombo acido, rabbocco con acqua demineralizzata a carica completata e locale ventilato; con gel o AGM entrambe le voci decadono. Trattiamo direttamente i pacchi di ricambio: la pagina batterie per spazzatrici e lavapavimenti raccoglie le taglie che montiamo più spesso.
Una nota sul cassone: dopo lo scarico conviene guardare dentro. I residui umidi che restano sul fondo, se la macchina viene lasciata ferma per giorni, fermentano e generano odore, e in ambienti alimentari è un problema serio.
Perché comprarla da Ecologydrive
Siamo rivenditori Nilfisk e lavoriamo su macchine per la pulizia industriale da anni, con officina interna a Montemurlo. Su una macchina di questa taglia la differenza non la fa il prezzo di listino ma quello che succede dopo: chi la consegna, chi forma l'operatore, chi arriva quando si ferma.
Copriamo Prato, Firenze, Pistoia e la Toscana con assistenza diretta. Teniamo a magazzino i ricambi di consumo, spazzole, filtri e bandelle, perché sono le parti che fermano la macchina e non possono aspettare una settimana. Su richiesta valutiamo anche il noleggio, che su cicli stagionali o cantieri a termine ha spesso più senso dell'acquisto.
Prima del preventivo preferiamo vedere l'ambiente, o almeno una planimetria. Su superfici di queste dimensioni la scelta fra due taglie contigue vale migliaia di euro e diverse ore di lavoro alla settimana, e non si decide su un catalogo. Il resto della gamma è raccolto nella pagina macchine per pulizia Nilfisk.
Domande frequenti
La sigla MAXI identifica la configurazione con doppia spazzola laterale e sistema DustGuard di serie. La piattaforma meccanica è la stessa: cambia l'allestimento, e con esso la larghezza di lavoro, che passa da 1250 a 1600 millimetri.
La resa teorica con due spazzole è di 12.800 metri quadri all'ora, quella pratica dichiarata da Nilfisk è di 8.960. Per un calcolo di dimensionamento usare sempre il secondo valore: tiene conto di sovrapposizioni, manovre e svuotamenti.
Se il bordo superiore del cassonetto sta sotto i 159 centimetri, sì. È il primo controllo da fare, con un metro, prima di ordinare la macchina: su alcuni container scarrabili industriali il bordo supera quell'altezza e lo scarico in quota non è utilizzabile.
Non è prevista l'abilitazione specifica richiesta per i carrelli elevatori, perché le spazzatrici non rientrano fra le attrezzature dell'accordo Stato-Regioni. Restano obbligatori informazione, formazione e addestramento dell'operatore ai sensi del D.Lgs. 81/08, con evidenza documentale.
No. È una macchina per aree private: piazzali, cortili e capannoni aziendali. Per la viabilità pubblica servono mezzi omologati e immatricolati, con requisiti costruttivi diversi.
Dipende dal pacco batterie installato e dal ciclo di lavoro reale, quindi non pubblichiamo un valore generico. In fase di preventivo indichiamo l'autonomia stimata sulla configurazione proposta, sulla base della capacità del pacco e del tipo di ambiente.
No. Nebulizza acqua sulle spazzole laterali per abbattere la polvere prima che si sollevi, ed è utile all'aperto su fondi polverosi. Al chiuso, su pavimento industriale pulito, spesso è superfluo e comporta il rabbocco del serbatoio dell'acqua senza un beneficio apprezzabile.
Vuoi capire se la SR 1601 B MAXI è la taglia giusta per il tuo capannone?
Ecologydrive Srl, Via Tagliamento 5, 59013 Montemurlo (PO). Mandaci le dimensioni dell'area, il tipo di detrito e l'altezza del punto di scarico: ti diciamo se questa macchina è sovradimensionata, giusta o insufficiente, e ti facciamo un preventivo con l'allestimento corretto.