Batteria per abbacchiatore olive: come sceglierla senza restare fermi a metà campagna
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Batteria per abbacchiatore olive: Guida alla migliore

Batteria per abbacchiatore olive: Guida alla migliore

Batteria per abbacchiatore olive: come sceglierla senza restare fermi a metà campagna

La raccolta dura tre settimane, quattro se il tempo aiuta. In quelle giornate l'abbacchiatore lavora sei, sette ore filate e la batteria è l'unico componente che decide se si finisce il filare o si torna al furgone. Quasi tutte le chiamate che riceviamo a novembre riguardano lo stesso problema: una batteria comprata l'anno prima che dopo due ore non tira più.

Nella grande maggioranza dei casi la batteria non è difettosa. È sbagliata per l'uso, oppure è stata trattata male nei dieci mesi in cui è rimasta in magazzino. Questa guida parte dai dati dell'attrezzo, mette a confronto la batteria al litio Zenith ZLI012035 e le batterie sigillate Haze con numeri veri, e a fondo pagina trovate come ordinare senza sbagliare taglia.

Le tre batterie per abbacchiatore che consigliamo più spesso

Sono tutte a 12 volt, tutte sigillate, tutte senza manutenzione: niente rabbocchi, niente acido libero, nessun problema se la batteria viaggia inclinata sul carrello o sullo zaino. Cambiano tecnologia, peso e prezzo. I dati sono quelli delle schede tecniche dei costruttori.

Litio Zenith ZLI012035 12,8 V 50 Ah

Per chi: raccolta di famiglia o piccola azienda, fino a quattro ore di asta effettive al giorno, e chi vuole alleggerire la schiena.

12,8 V 50 Ah LiFePO4, 8 kg, 195 x 165 x 165 mm.

Il costruttore dichiara fino al 70 per cento di peso in meno rispetto al piombo: si porta a spalla senza carriola e, a 8 kg, se ne tiene una seconda di scorta.

Vedi scheda e acquista

Gel sigillata Haze HZY 12-55 EV

Per chi: chi vuole spendere meno e lavora poche settimane l'anno.

12 V 60 Ah a 20 ore, 16,8 kg, 229 x 138 x 231 mm, inserto M6.

Batteria ciclica al gel, ermetica, regge vibrazioni e scariche profonde occasionali.

Vedi scheda e acquista

Gel sigillata Haze HZY 12-100 EV

Per chi: giornata piena al piombo, senza spendere cifre da litio.

12 V 105 Ah a 20 ore, 28,3 kg, 306 x 168 x 229 mm, inserto M8.

La scelta classica per l'abbacchiatore da 150-250 W usato per ore intere.

Vedi scheda e acquista

Cercate una taglia intermedia al gel? La Haze HZY 12-44 EV da 45,4 Ah pesa 13,5 kg ed è la più compatta della serie. Le altre taglie sono nella pagina di gamma delle batterie Haze AGM e gel.

Che cosa chiede davvero un abbacchiatore alla batteria

Un abbacchiatore elettrico a batteria esterna è un motore in corrente continua a 12 volt collegato a una testa oscillante o rotante con rebbi in carbonio. Il motore assorbe corrente in modo continuo per tutto il tempo in cui l'asta è in funzione, con picchi ogni volta che i rebbi si impuntano fra i rami.

Dal punto di vista della batteria, quindi, l'abbacchiatore non è un attrezzo da avviamento: è un attrezzo da trazione. Non chiede una corrente enorme per due secondi come il motorino di un trattore, chiede una corrente media per ore. È lo stesso profilo di lavoro di una lavapavimenti o di un golf car, e infatti le batterie giuste sono quelle che montiamo su quei mezzi, in taglie più piccole.

La conseguenza pratica è pesante. Una batteria di avviamento ha piastre sottili e numerose, fatte per erogare centinaia di ampere in pochi istanti; sottoposta a scariche profonde ripetute perde capacità in poche decine di cicli. Una batteria a scarica lenta, detta deep cycle o a semitrazione, ha piastre spesse e materiale attivo compattato per sopportare centinaia di scariche profonde. Costa di più a parità di ampere-ora e in cambio dura tre o quattro stagioni invece di una. Se qualcuno vi ha venduto una batteria da autovettura per l'abbacchiatore, il risparmio si è già mangiato da solo alla seconda campagna. Trovate il dettaglio costruttivo nella guida alle batterie a scarica profonda e nella pagina delle batterie di trazione e semitrazione.

Quanti ampere-ora servono: il calcolo in tre passaggi

Non esiste una capacità giusta in assoluto. Esiste la capacità giusta per il vostro attrezzo e per le vostre giornate. Si arriva al numero con tre informazioni, due delle quali stanno sulla targhetta dell'abbacchiatore.

Primo passaggio: l'assorbimento reale

Cercate sul manuale la potenza assorbita in watt oppure direttamente la corrente in ampere. Se avete i watt, dividete per 12 e ottenete gli ampere: un attrezzo da 250 W assorbe circa 21 A a pieno carico, uno da 150 W ne assorbe circa 12,5. Quel valore è però il massimo, non la media. In campo l'asta si alza, si sposta, si posiziona, e l'assorbimento medio su una giornata si aggira intorno al 60-70 per cento del dato di targa. Se non volete rischiare, usate comunque il valore pieno: sbaglierete in eccesso, che è l'errore giusto da fare.

Secondo passaggio: le ore di lavoro effettive

Contate le ore in cui l'attrezzo è acceso, non quelle passate nell'oliveto. Fra spostamenti, stesura delle reti, raccolta a terra e pausa pranzo, una giornata di otto ore ne conta in genere quattro o cinque di funzionamento reale dell'asta.

Terzo passaggio: la profondità di scarica

È il passaggio che quasi nessuno fa e che spiega la maggior parte delle batterie morte dopo una stagione. Una batteria al piombo, gel o AGM, non va scaricata oltre il 50 per cento della capacità nominale se volete che duri: di una 100 Ah ne usate 50. Una batteria al litio LiFePO4 si può invece scaricare fino all'80-90 per cento. La formula per il piombo è semplice: ampere assorbiti x ore di lavoro x 2 = capacità nominale minima in Ah.

Potenza attrezzoAssorbimento4 ore di lavoro6 ore di lavoro8 ore di lavoro
120 Wcirca 10 A80 Ah120 Ah160 Ah
180 Wcirca 15 A120 Ah180 Ah240 Ah
250 Wcirca 21 A168 Ah250 Ah330 Ah

Dimensionamento indicativo per batterie 12 V al piombo (AGM o gel), scarica massima 50 per cento, assorbimento a pieno carico.

I numeri della tabella spaventano un po', perché sono calcolati sull'assorbimento pieno. Facciamo un esempio reale. Un attrezzo da 180 W assorbe 15 A al massimo e circa 10 A di media. Su cinque ore di funzionamento effettivo consuma 50 Ah. Con il piombo, per restare entro il 50 per cento, servono 100 Ah nominali: ecco perché la Haze HZY 12-100 EV è la taglia che copre la giornata professionale. Con il litio, che si scarica fino all'80-90 per cento, la Zenith ZLI012035 da 50 Ah mette a disposizione 40-45 Ah utili: bastano per circa quattro ore di asta effettive con un attrezzo da 180 W. Per la giornata intera si sceglie la gel da 100 Ah oppure si porta una seconda batteria al litio, che a 8 kg non pesa.

Per il piccolo produttore con due o tre ore di asta al giorno il conto si dimezza: 25 Ah consumati, quindi una gel da 60 Ah oppure la litio Zenith da 50 Ah. Se lavorate in due con due aste sulla stessa batteria, raddoppiate l'assorbimento e rifate il calcolo: è un errore frequente, la batteria era giusta per un operatore e poi in famiglia sono diventati due.

Litio LiFePO4, gel Haze sigillata o AGM: le differenze che si sentono in campo

Le tre tecnologie funzionano tutte. Cambiano peso, prezzo, comportamento al freddo e tolleranza agli errori di gestione. Il confronto che segue usa i dati reali delle batterie a catalogo, quando disponibili, e valori tipici di categoria per il resto.

AspettoAGM deep cycleGel Haze HZYLitio LiFePO4
Costo di acquistoIl più bassoIntermedioDa 3 a 4 volte l'AGM
Peso, taglia da 50-60 Ahcirca 15-18 kg16,8 kg (HZY 12-55 EV)8 kg (Zenith ZLI012035, 50 Ah)
Peso, taglia da 100 Ahcirca 28-32 kg28,3 kg (HZY 12-100 EV)circa 13-14 kg
Scarica utile consigliata50%50-60%80-90%
Cicli attesi alla scarica consigliata350-500500-700oltre 2.000
Ricarica completa7-10 ore8-12 ore2-4 ore
Sotto zeroPerde capacità ma lavoraPerde capacità ma lavoraLavora, ma non va caricata
Scarica dimenticataTollera pocoTollera abbastanzaIl BMS la protegge

Batterie Haze al gel: sigillate, robuste, il rapporto più onesto

Le batterie Haze della serie HZY sono al gel con valvola di regolazione (VRLA), cioè ermetiche: l'elettrolita è immobilizzato, non si rabbocca, non cola, e la batteria può viaggiare inclinata sul carrellino o sullo zaino sui terreni acclivi. Sopportano meglio le scariche profonde occasionali, quelle giornate in cui non ci si ferma perché domani piove, e reggono le vibrazioni. Sono le batterie che montiamo su carrozzine elettriche e piattaforme: lo stesso ciclo di lavoro dell'abbacchiatore.

Una precisazione che ci costa una vendita e ci fa guadagnare un cliente: la serie Haze HZB AGM, per esempio la HZB12-100, è progettata per UPS e alimentazione di riserva, cioè per scariche brevi e rare. Per l'abbacchiatore, che la scarica a fondo ogni giorno per tre settimane, scegliete la serie HZY EV, non la HZB.

Litio LiFePO4: la scelta se pesa la schiena o se si lavora molto

La batteria al litio Zenith ZLI012035 da 12,8 V 50 Ah (8 kg, 195 x 165 x 165 mm) risolve il problema del peso, che nella raccolta delle olive non è un dettaglio estetico: venti chili in meno sulle spalle o sul carrello, moltiplicati per venti giorni di campagna, si sentono. Consente di sfruttare l'80-90 per cento della capacità, quindi a parità di energia utile si scende di taglia, e si ricarica in poche ore fra una giornata e l'altra. Con 50 Ah nominali ne rende utili 40-45: copre circa quattro ore di asta effettive con un attrezzo da 180 W, e per la giornata intera si porta una seconda batteria, che a 8 kg non pesa.

Il litio ha però due controindicazioni che diciamo prima della vendita e non dopo. Costa da tre a quattro volte una batteria al piombo, e non va messo in carica quando la batteria è sotto zero, condizione tutt'altro che teorica in una campagna di dicembre in collina. Il BMS blocca la ricarica per proteggere le celle e chi non lo sa pensa di avere un guasto: basta portare la batteria in casa per la notte. Il litio ha senso economico se l'attrezzo lavora molte ore, per esempio per un'impresa che raccoglie per conto terzi da ottobre a gennaio. Su venti giorni di lavoro l'anno il conto non torna quasi mai: meglio una buona batteria al gel sostituita ogni tre stagioni. Fa eccezione chi sceglie il litio per il peso, e per quello non ci sono alternative.

AGM deep cycle: il costo per stagione più basso

Chi raccoglie le proprie olive per due o tre settimane l'anno trova nell'AGM la scelta più razionale. Nel catalogo la Revolead LDC12-45 da 12 V 45 Ah copre l'uso hobbistico intenso, mentre chi lavora tutta la giornata guarda alla LDC12-100 da 100 Ah. Lavora bene anche la serie ciclica di Energy Safe, per esempio la 12 V 50 Ah cyclic. Il quadro completo è nella pagina delle batterie AGM.

Perché una batteria da 100 Ah non vi darà 100 Ah

Questa è l'informazione che manca su quasi tutte le schede prodotto e che genera più contestazioni. La capacità nominale delle batterie al piombo si dichiara con la sigla C20: significa che quei 100 Ah sono misurati scaricando la batteria a 5 ampere per venti ore, a 25 gradi. Il vostro abbacchiatore non assorbe 5 A, ne assorbe quindici o venti. A correnti più alte entra in gioco l'effetto Peukert e la capacità realmente estraibile scende: con 20 A, da una 100 Ah C20 si ricavano in pratica intorno agli 80 Ah, e questo prima ancora di applicare il limite del 50 per cento di scarica.

Alla temperatura si applica un secondo abbattimento. Una batteria al piombo a 0 gradi eroga circa il 75-80 per cento della capacità che darebbe a 25 gradi, e le mattine di raccolta a novembre e dicembre partono spesso da 2 o 3 gradi con la batteria rimasta in furgone tutta la notte. Chi si stupisce che l'autonomia del mattino sia inferiore a quella del pomeriggio ha semplicemente una batteria fredda che si scalda lavorando. Traduzione operativa: se il calcolo teorico vi dà 100 Ah, comprate una taglia sopra. Il margine non è una vendita in più, è la differenza fra finire il filare e tornare al furgone.

Il caricabatteria è metà del lavoro

La batteria si rovina in carica molto più spesso di quanto si rovini in scarica. Un caricabatteria sbagliato distrugge una batteria buona in una stagione e nessuna garanzia lo copre, perché il danno è evidente all'apertura.

La corrente di carica giusta

Per il piombo la regola pratica è una corrente di carica pari al 10-15 per cento della capacità nominale: una 40-60 Ah vuole da 4 a 8 A, una 100 Ah ne vuole da 10 a 15. Sotto il 10 per cento non si completa mai la carica nella notte fra due giornate e si accumula solfatazione; molto sopra il 15 per cento la batteria si scalda. Per le taglie piccole e medie usiamo abitualmente i modelli SPE: il CBHD1C 12 V 5 A per batterie fino a 50 Ah, il CBHD1 12 V 8 A nella fascia intermedia e il CBHD1 12 V 10 A per le 100 Ah. La gamma completa è nella sezione caricabatteria SPE.

La curva deve corrispondere alla tecnologia

Un caricabatteria per batterie ad acido libero applica tensioni di fine carica più alte e, in molti modelli, una fase di equalizzazione periodica. Su una batteria sigillata, gel o AGM, quella fase provoca perdita di acqua che non si può reintegrare: la batteria si asciuga dall'interno e perde capacità in modo irreversibile. Il selettore della tecnologia non è un accessorio, va impostato. Sul litio il discorso è ancora più netto: serve un caricabatteria dedicato LiFePO4, come i caricabatterie LiFePO4 Zivan, perché i profili al piombo terminano con una fase di mantenimento che il BMS interpreta come anomalia.

Quando serve il desolfatatore

Se una batteria al piombo è rimasta scarica per mesi, sulle piastre si è formato solfato cristallizzato che un caricabatteria normale non scioglie. Un caricabatteria con funzione desolfatatore ne recupera una parte, non tutte: se la batteria è rimasta sotto i 10,5 volt per una stagione intera, spesso non c'è più niente da recuperare. Provare costa poco, contarci troppo costa una campagna.

I dieci mesi in cui la batteria non lavora

È il capitolo che fa la differenza fra una batteria che dura una stagione e una che ne dura quattro, e di cui nessuno parla al momento dell'acquisto. Una batteria al piombo, anche sana e scollegata da tutto, si autoscarica: intorno al 3-5 per cento al mese a temperatura ambiente, di più se fa caldo. Nel capannone di un'azienda agricola, in agosto, si superano i 35 gradi e l'autoscarica raddoppia. Ne abbiamo parlato anche nell'articolo su perché una batteria si scarica anche da ferma. Chi la ripone a dicembre già mezza scarica la ritrova a ottobre praticamente a zero e con le piastre solfatate: è la causa numero uno delle batterie che a novembre non tengono più la carica.

Il rimedio costa dieci minuti tre volte l'anno.

  • Ricaricate completamente la batteria appena finita la raccolta, non a gennaio quando ve ne ricordate.
  • Scollegate ogni utilizzatore, comprese le spie e i tester che consumano qualche milliampere.
  • Conservate in luogo fresco e asciutto, sollevata dal pavimento umido.
  • Rimettete in carica ogni due o tre mesi, oppure lasciate collegato un caricabatteria automatico con mantenimento.
  • Prima della campagna controllate la tensione a riposo: sopra i 12,7 V la batteria è carica, a 12,2 V è già al 50 per cento, sotto i 12,0 V c'è un problema.

Il litio si comporta meglio in rimessaggio, con autoscariche molto inferiori, ma va riposto intorno al 50-60 per cento di carica e non al 100, che è l'errore tipico di chi arriva dal piombo.

Cavi, morsetti e connettori: dove si perdono le prestazioni

Capita spesso che l'attrezzo perda potenza e la batteria non c'entri nulla. A 12 volt bastano piccole cadute di tensione per compromettere il funzionamento, perché in percentuale pesano molto più che su un impianto a 48 o 72 volt. Con 20 A su un cavo da tre metri, una sezione da 2,5 mm quadrati produce una caduta apprezzabile che il motore percepisce come minore coppia sulla testa; passando a 4 mm quadrati la caduta si dimezza. Se avete allungato il cavo di serie e avete usato lo stesso filo, avete probabilmente creato il problema che volete risolvere comprando una batteria più grande.

Gli altri due punti da controllare prima di dare la colpa alla batteria sono i morsetti, che nell'umidità dell'oliveto ossidano in fretta e vanno puliti e ingrassati con vaselina, e i connettori rapidi a innesto, che dopo qualche stagione perdono forza di contatto e scaldano. Un connettore che scotta dopo mezz'ora di lavoro sta dissipando energia che dovrebbe arrivare al motore. Quando scegliete la batteria, controllate anche il tipo di terminale: le Haze HZY hanno inserto filettato M6 o M8, e la scheda di ogni batteria riporta il tipo di terminale: l'attacco del vostro cavo deve corrispondere.

Gli errori che vediamo tornare in assistenza

Sono sempre gli stessi cinque, in ordine di frequenza.

  1. Batteria da avviamento al posto di una deep cycle. Costa la metà e dura un quarto. Se sull'etichetta c'è scritto solo lo spunto in ampere (CCA) e non la capacità in Ah a C20, quasi certamente non è una batteria da ciclo.
  2. Capacità sottodimensionata. Chi compra 40 Ah per un attrezzo da 250 W scarica la batteria all'80 per cento tutti i giorni, e una batteria al piombo in quelle condizioni regge poche decine di cicli. La garanzia non copre l'uso improprio.
  3. Caricabatteria da autovettura. Il modello universale da officina, senza selezione della tecnologia, è la causa più comune di batterie sigillate essiccate.
  4. Ricarica rimandata. Lasciare la batteria scarica anche solo per una settimana avvia la solfatazione. In campagna succede sempre: si finisce tardi, si rimanda a domani, poi piove tre giorni.
  5. Batteria appoggiata sul terreno bagnato. Il contenitore sporco e umido crea una debole conduzione superficiale fra i poli. Bastano un vassoio di plastica e uno straccio.

Perché ordinare la batteria per l'abbacchiatore da Ecologydrive

Ecologydrive lavora sulle batterie di trazione e semitrazione da anni, per golf car, macchine per la pulizia industriale e piattaforme aeree. L'abbacchiatore usa le stesse batterie in taglie più piccole, ed è il motivo per cui possiamo consigliare con cognizione di causa anche a chi ci chiama per l'oliveto. Tre cose contano per chi compra a ridosso della raccolta.

  • Batterie fresche di magazzino. Il nostro periodo di stoccaggio è molto breve, quindi non ricevete una batteria rimasta mesi sullo scaffale con le piastre già provate dall'autoscarica.
  • Canali ufficiali e garanzia ufficiale. Le batterie arrivano dai canali di distribuzione ufficiali dei costruttori e portano la garanzia ufficiale della casa.
  • Spedizione gratuita su tutti gli acquisti e-commerce, isole escluse. Per le isole il costo di spedizione viene quantificato e comunicato dopo l'inserimento dell'ordine. Si paga con carta, tramite SumUp, oppure con bonifico bancario.

Il catalogo completo è nella sezione batterie, con i marchi Haze e Revolead, mentre per scegliere fra tutte le famiglie tecnologiche c'è la guida completa alle batterie. Ordini per più squadre, per esempio per una cooperativa, si fanno su preventivo dedicato dal modulo contatti.

Come ordinare in tre passaggi

  1. Calcolate la capacità con la formula di questa guida: ampere dell'attrezzo x ore di lavoro effettive, per due se scegliete il piombo.
  2. Scegliete la tecnologia: gel Haze sigillata se contano il prezzo e la robustezza, litio LiFePO4 Zenith 50 Ah se contano il peso e le ore di lavoro.
  3. Abbinate il caricabatteria della stessa tecnologia e ordinate: batteria e caricabatteria partono insieme, con spedizione gratuita isole escluse.

Domande frequenti sulle batterie per abbacchiatore

Quale batteria serve per un abbacchiatore per olive?

Serve una batteria 12 V a scarica lenta, cioè deep cycle o semitrazione, in tecnologia gel, AGM o litio LiFePO4. La capacità si calcola moltiplicando l'assorbimento dell'attrezzo in ampere per le ore di lavoro e raddoppiando il risultato se la batteria è al piombo, perché non va scaricata oltre il 50 per cento. Le taglie più richieste vanno dai 45-60 Ah per l'uso hobbistico ai 100 Ah per la giornata piena.

Posso usare una batteria da automobile sull'abbacchiatore?

Funziona, ma dura poco. Le batterie di avviamento hanno piastre sottili progettate per erogare corrente elevata per pochi secondi e non tollerano scariche profonde ripetute: dopo poche decine di cicli perdono gran parte della capacità. Per un uso quotidiano di alcune ore conviene una batteria a scarica lenta, che costa di più all'acquisto e meno per stagione di lavoro.

Quante ore dura una batteria 12 V 100 Ah con un abbacchiatore?

Con un attrezzo che assorbe circa 15 A e rispettando il limite del 50 per cento di scarica, l'autonomia teorica è intorno alle tre ore e mezzo di funzionamento continuo dell'asta. Poiché in campo l'attrezzo non lavora ininterrottamente, una 100 Ah copre in genere una giornata di raccolta. Al freddo e con assorbimenti elevati l'autonomia si riduce, quindi conviene tenere un margine.

Meglio gel Haze o litio per la raccolta delle olive?

Dipende dalle ore di utilizzo e dal peso che siete disposti a portare. Per chi raccoglie per due o tre settimane l'anno la batteria al gel sigillata Haze HZY EV ha il costo per stagione più basso. Il litio LiFePO4 conviene a chi lavora molte giornate o ha problemi di schiena, perché pesa circa la metà o meno, si ricarica in poche ore e supera i 2.000 cicli. Va ricordato che il litio non va caricato con temperature sotto zero.

Che caricabatteria serve per una batteria da abbacchiatore?

Un caricabatteria automatico 12 V con corrente pari al 10-15 per cento della capacità e con la curva corretta per la tecnologia: circa 5 A per una batteria da 40-50 Ah, 10 A per una da 100 Ah. Le batterie gel e AGM richiedono un profilo per batterie sigillate, senza fase di equalizzazione; le batterie al litio richiedono un caricabatteria dedicato LiFePO4.

Come conservo la batteria fra una campagna e l'altra?

Ricaricatela completamente subito dopo l'ultima giornata di raccolta, scollegate ogni utilizzatore e conservatela in luogo fresco e asciutto, sollevata dal pavimento. Rimettetela in carica ogni due o tre mesi oppure lasciate collegato un caricabatteria con mantenimento automatico. Una batteria al piombo lasciata scarica per mesi si solfata e in molti casi non si recupera. Il litio va riposto intorno al 50-60 per cento di carica.

L'abbacchiatore elettrico danneggia gli olivi?

Usato correttamente no. I rebbi in carbonio o in tecnopolimero sono flessibili e agiscono sui rami fruttiferi senza scortecciare. I danni compaiono quando si insiste troppo a lungo sullo stesso ramo o quando l'attrezzo lavora a regime irregolare perché la batteria è scarica: in quel caso l'operatore tende a forzare per compensare la minore efficacia. Una alimentazione stabile è anche una questione agronomica.

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Valerio M. · recensione verificata su Trustpilot

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