Idropulitrice IPC PW-H28 ad acqua calda
La PW-H28 è la macchina con cui si entra nell'acqua calda senza dover rifare l'impianto elettrico. Si collega a una presa monofase, porta l'acqua fino a centodieci gradi con una caldaia da trentotto kilowatt e sta in ottantadue centimetri di lunghezza. È dimensionata per lavori di piccola e media difficoltà fino a quattro ore al giorno, e questo limite va preso sul serio: è la chiave per capire se è la macchina giusta.
Temperaturafino a 110 gradi
Alimentazione230 V monofase
Gasolioserbatoio 18 litri
Perché l'acqua calda fa un lavoro che i bar non fanno
È la domanda che ci fanno tutti quando vedono la differenza di prezzo rispetto a una macchina ad acqua fredda di pari pressione. La risposta è che pressione e temperatura agiscono su tipi di sporco diversi, e nessuna delle due sostituisce l'altra.
La pressione agisce meccanicamente: stacca ciò che è depositato o incrostato. Funziona benissimo su fango, terra, polvere, residui minerali, sporco secco. Su una superficie unta, invece, l'alta pressione sposta il grasso e lo spalma, e alla fine la superficie sembra pulita finché non si asciuga.
La temperatura agisce fisicamente sul legame: il grasso e gli oli hanno un punto di rammollimento, e sopra quella soglia perdono aderenza e si staccano dal supporto. È il motivo per cui il lavaggio a caldo funziona sulle cucine, sulle officine, sulle catene di montaggio e sui pavimenti industriali unti, e per cui su quelle superfici anche una macchina da 250 bar ad acqua fredda resta indietro rispetto a una da 130 bar a novanta gradi.
C'è anche un effetto secondario che pesa molto in pratica: a caldo il detergente lavora meglio e ne serve meno. Molti clienti che passano all'acqua calda riducono sensibilmente il consumo di prodotto chimico, e questa voce entra nel calcolo del rientro dell'investimento insieme al tempo risparmiato.
Il limite delle quattro ore: cosa significa
Il costruttore dichiara la PW-H28 per lavori di piccola e media difficoltà con un utilizzo giornaliero fino a quattro ore. È un dato che va letto per quello che è: un limite di progetto, non una raccomandazione prudenziale.
La macchina monta una pompa assiale con testata in alluminio e pistoni in ceramica, mossa da un motore a due poli che gira a 2800 giri. È una combinazione compatta ed economica che va benissimo su cicli discontinui, ma che non è dimensionata per il getto continuo di un turno intero. Chi ha bisogno di lavorare otto ore al giorno deve guardare una macchina con pompa a biella e motore a 1400 giri, come la PW-H31 o, salendo di classe, la PW-H61.
Detto questo, la stragrande maggioranza degli utilizzi professionali reali sta ampiamente sotto le quattro ore di getto effettivo. Un'officina che lava i pezzi, un ristorante che pulisce cappa, griglie e area rifiuti, un'azienda che sanifica un reparto a fine turno: sono tutti impieghi da una o due ore, e per loro la PW-H28 è dimensionata correttamente e costa il giusto.
Caldaia, gasolio e autonomia reale
La caldaia della PW-H28 ha una potenza termica di trentasette virgola otto kilowatt e un consumo di combustibile dichiarato di tre virgola due chili all'ora. Il serbatoio è da diciotto litri, in materiale plastico stampato per rotoformatura, quindi non soggetto a corrosione come un serbatoio metallico.
Facendo il conto in modo onesto, diciotto litri di gasolio corrispondono a circa quindici chili, e quindi a poco meno di cinque ore di funzionamento continuo del bruciatore. Ma il bruciatore non lavora in continuo: si accende solo quando la pistola è aperta e la temperatura richiesta è superiore a quella dell'acqua in ingresso. Nell'uso reale, con pause, spostamenti e fasi a freddo, un pieno copre facilmente più giornate di lavoro.
Vale la pena aggiungere due avvertenze pratiche. La prima riguarda il combustibile: va usato gasolio pulito e va evitato di svuotare il serbatoio fino all'ultimo, perché i depositi sul fondo finiscono nell'ugello del bruciatore ed è la causa più frequente di accensioni irregolari. La seconda riguarda i fumi: la macchina produce scarichi di combustione e non va usata in ambienti chiusi senza ventilazione adeguata o senza un camino dedicato.
Dati tecnici
| Caratteristica | PW-H28 I1308A |
|---|
| Pressione di esercizio | 130 bar / 13 MPa |
| Portata acqua | 500 l/h |
| Temperatura acqua in uscita | 30-110 gradi |
| Potenza assorbita | 2,7 kW |
| Alimentazione | 1-230 V-50 Hz / 12,3 A |
| Motore | 2 poli, 2800 giri/min |
| Pompa / testata / pistoni | Assiale / alluminio / ceramica |
| Potenza termica caldaia | 37,8 kW |
| Consumo combustibile | 3,2 kg/h |
| Serbatoio carburante | 18 litri |
| Serbatoio detergente | non presente |
| Comando a distanza | ITS |
| Utilizzo giornaliero dichiarato | fino a 4 h |
| Dimensioni (Lxlxh) | 82 x 63 x 87 cm |
| Peso | 73,5 kg |
Dati dichiarati dal costruttore IPC. Sono disponibili anche esecuzioni con prestazioni 40-170 bar e alimentazioni diverse: chiedici la configurazione esatta prima dell'ordine. La macchina dispone di vano accessori integrato e ruote di grande diametro.
Nessun serbatoio detergente: perché e come si lavora
Sulla scheda della PW-H28 il serbatoio detergente non compare, e va detto invece di lasciarlo scoprire alla consegna. Non è una dimenticanza del costruttore: è una scelta di configurazione coerente con la taglia della macchina, che privilegia la compattezza e il vano per gli accessori.
Nella pratica questo significa che il detergente si applica in due modi. Il primo è con l'iniezione esterna, prelevando il prodotto direttamente dalla tanica attraverso il kit previsto. Il secondo, molto usato dove i tempi di contatto contano, è l'applicazione separata con uno schiumatore o una pompa a pressione prima del passaggio con l'idropulitrice.
Il secondo metodo è tecnicamente migliore di quanto sembri. La schiuma resta aderente più a lungo, il tempo di contatto è controllato e il risciacquo a caldo diventa il passaggio finale invece di essere l'unico. Su cucine, celle e superfici unte è il modo in cui si lavora davvero. Trovi i prodotti adatti fra i nostri detergenti professionali.
Applicazioni
- Ristorazione e cucine professionali. Cappe, filtri, griglie, pavimenti unti, aree rifiuti. È l'impiego in cui la differenza fra caldo e freddo è più evidente.
- Officine e autofficine. Motori, pezzi meccanici, pavimenti con residui oleosi, banchi di lavoro.
- Agroalimentare e piccole lavorazioni. Attrezzature, contenitori, superfici di lavoro dove serve acqua calda per staccare il residuo organico.
- Autolavaggi e centri di detailing. Sgrassaggio di cerchi, passaruota e sottoscocca.
- Manutenzione condominiale e strutture. Locali rifiuti, rampe, aree tecniche, dove il problema è il residuo organico e non la terra.
Se la superficie da coprire è ampia e il fattore limitante è il tempo, non il tipo di sporco, la macchina più produttiva è una ad acqua fredda ad alta portata come la PW-C55: costa meno e lava più in fretta.
Manutenzione: la parte che riguarda la caldaia
Su una idropulitrice ad acqua calda la pompa è solo metà della macchina. L'altra metà è il gruppo termico, e ha esigenze proprie che chi arriva dall'acqua fredda non si aspetta.
Il calcare è il nemico principale. Riscaldare l'acqua accelera enormemente la precipitazione dei sali, che si depositano nella serpentina e ne riducono la sezione e lo scambio termico. Il primo sintomo è la temperatura che non sale più come prima; l'ultimo è la serpentina da sostituire. Dove l'acqua è dura, il trattamento anticalcare non è un accessorio ma una necessità, e va dimensionato sulla durezza reale dell'acqua.
L'ugello del bruciatore e gli elettrodi di accensione vanno controllati periodicamente e puliti: l'accensione irregolare, il fumo nero e l'odore di incombusto sono segnali che il gruppo di combustione ha bisogno di manutenzione, non che la macchina è finita. Il filtro del gasolio va sostituito agli intervalli previsti.
Infine il fermo invernale: come su tutte le idropulitrici, il circuito va svuotato o protetto con antigelo se la macchina resta in un locale non riscaldato. Sulle macchine ad acqua calda il danno da gelo interessa anche la serpentina, ed è molto più costoso.
Domande frequenti
La macchina assorbe 2,7 kW e circa 12,3 ampere su rete a 230 V. Serve una linea che li regga con lo spunto di avviamento: su un impianto domestico da 3 kW non è sufficiente, su una linea dedicata da 6 kW lavora regolarmente.
Il costruttore dichiara 3,2 kg/h con bruciatore in funzione. Poiché il bruciatore lavora solo a pistola aperta e con richiesta di calore, nell'uso reale un pieno da 18 litri copre in genere più giornate di lavoro.
Solo con ventilazione adeguata o con evacuazione dei fumi tramite camino dedicato. La macchina brucia gasolio e produce scarichi di combustione: in un locale chiuso senza ricambio d'aria non va usata.
È una scelta di configurazione della taglia. Il detergente si applica con iniezione esterna dalla tanica oppure, meglio, con uno schiumatore separato prima del risciacquo a caldo, che garantisce un tempo di contatto più lungo.
Dipende dalla durezza dell'acqua, e sulle macchine a caldo la domanda è molto più importante che sulle macchine a freddo. Con acqua dura il calcare intasa la serpentina e riduce la temperatura raggiungibile: il trattamento anticalcare è la protezione dell'investimento.
Sì. Il bruciatore si esclude e la macchina lavora come una idropulitrice ad acqua fredda da 130 bar e 500 l/h. È il modo corretto di usarla su sporco non grasso, e riduce il consumo di combustibile.
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Dicci che tipo di sporco devi togliere e quante ore lavori: se il problema è terra o polvere ti diremo che l'acqua fredda basta e costa meno, se è grasso ti spiegheremo quanto tempo recuperi con il caldo. Trovi tutta la gamma nella pagina idropulitrici professionali.
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