Normativa smaltimento batterie: Regolamento UE 2023/1542
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Normativa sullo smaltimento delle batterie

Le batterie esauste non si caricano in auto. Una batteria al piombo o al litio arrivata a fine vita è un rifiuto pericoloso e, per il trasporto su strada, una merce pericolosa soggetta alle regole ADR.

Per questo non può essere trasportata senza un'idonea autorizzazione: lo spostamento va affidato a chi è iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali e opera nel rispetto dell'ADR.

Dal 18 agosto 2025 la gestione delle batterie a fine vita segue regole nuove, uguali in tutta l'Unione europea. Il Regolamento (UE) 2023/1542 ha sostituito la vecchia direttiva 2006/66/CE e, in Italia, il D.Lgs. 10 febbraio 2026 n. 29 ha adeguato la normativa nazionale. Questa pagina riassume cosa dicono le norme sulla batteria esausta: quando diventa un rifiuto, chi deve ritirarla, come si trasporta e che fine deve fare.

È un testo informativo. Per i casi concreti, in particolare quando si gestiscono quantità importanti o pacchi di trazione al litio, il riferimento resta il consulente ambientale e, per il trasporto, il consulente ADR.

Che cos'è una batteria esausta

Dal punto di vista tecnico una batteria è esausta quando ha perso in modo permanente buona parte della capacità e nessuna carica o manutenzione la riporta a un livello utile. Non va confusa con una batteria scarica, che si ricarica e torna a lavorare.

Dal punto di vista giuridico conta un altro momento: quello in cui il detentore se ne disfa, decide di disfarsene o è obbligato a farlo. Da lì la batteria diventa un rifiuto di batteria, nel senso della direttiva quadro 2008/98/CE, e passa sotto le regole della gestione dei rifiuti. Una batteria smontata da un mezzo e lasciata in un angolo del magazzino "in attesa di decidere" è, nei fatti, un rifiuto già prodotto.

Le batterie al piombo sono classificate come rifiuto pericoloso con codice EER 16 06 01*, perché contengono piombo ed elettrolita a base di acido solforico. Le batterie al litio aggiungono un rischio diverso: un pacco danneggiato, deformato o surriscaldato può andare in fuga termica, cioè scaldarsi da solo fino all'incendio. È per questi due motivi che la legge non le tratta come un rifiuto qualsiasi.

I segnali che distinguono una batteria esausta da una trascurata

Prima di dichiarare una batteria rifiuto conviene una verifica. Un pacco di trazione al piombo che dura meno del solito ma completa la ricarica soffre spesso di solfatazione da lunghe soste a batteria scarica, e una carica di equalizzazione fatta bene ne recupera una parte. Un singolo elemento difettoso può far crollare tutto il pacco: misurando densità e tensione elemento per elemento lo si individua. Cassa rigonfia, elementi che bollono o tensione che crolla appena si applica il carico sono invece segni di fine vita. Le buone pratiche d'uso sono descritte nella guida alla corretta manutenzione delle batterie per golf car.

Le cinque categorie di batterie del Regolamento UE 2023/1542

Il Regolamento divide le batterie in categorie in base a peso, costruzione e uso. Non è una distinzione accademica: da essa dipendono obiettivi di raccolta, obblighi di ritiro e regole per i punti di raccolta. Le definizioni sono quelle dell'articolo 3.

CategoriaDefinizione sintetica (art. 3)Esempi
Batteria portatileSigillata, peso fino a 5 kg, non progettata per uso industriale e diversa dalle altre categoriePile stilo, batterie di utensili e piccoli apparecchi
Batteria per mezzi di trasporto leggeri (LMT)Sigillata, peso fino a 25 kg, progettata per la trazione di veicoli a ruote elettrici o a pedalata assistita, compresi i veicoli di categoria LE-bike, monopattini elettrici
Batteria per autoveicoli (SLI)Progettata per avviamento, illuminazione o accensione, anche con funzioni ausiliarie in veicoli e macchineBatteria di avviamento di auto, furgoni, mezzi agricoli
Batteria industrialeProgettata per uso industriale, oppure qualsiasi batteria oltre 5 kg che non rientri nelle categorie LMT, veicoli elettrici o autoveicoliPacchi di trazione per carrelli elevatori e lavapavimenti, sistemi di accumulo
Batteria per veicoli elettriciProgettata per la trazione di veicoli ibridi o elettrici di categoria L con peso oltre 25 kg, oppure di categoria M, N o OBatterie di trazione di auto e veicoli commerciali elettrici

Le batterie da trazione delle macchine per la pulizia e dei carrelli, come le batterie da trazione e semitrazione o le batterie al litio industriali, ricadono di norma tra le industriali. Per i pacchi dei veicoli la categoria dipende anche dall'omologazione del mezzo: lo stesso blocco batterie può essere "industriale" su un veicolo da lavoro non omologato e "per veicoli elettrici" su un veicolo omologato in categoria L, M o N.

Il quadro normativo: Regolamento UE e D.Lgs. 29/2026

Il Regolamento (UE) 2023/1542 del 12 luglio 2023 copre l'intero ciclo di vita della batteria, dalla progettazione al riciclo. Essendo un regolamento, si applica direttamente in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimento. La parte sulla gestione dei rifiuti di batterie, il capo VIII, si applica dal 18 agosto 2025, la stessa data in cui è stata abrogata la direttiva 2006/66/CE.

In Italia il D.Lgs. 10 febbraio 2026, n. 29, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo 2026 e in vigore dal 7 marzo 2026, ha adeguato la normativa nazionale al Regolamento. Il decreto ha abrogato quasi interamente il D.Lgs. 188/2008, che per diciotto anni aveva regolato pile e accumulatori, lasciando operative solo alcune norme transitorie in attesa dei nuovi decreti ministeriali.

Tre punti del decreto italiano sono utili da tenere a mente:

Chi fa cosa: gli obblighi lungo la filiera

Il Regolamento distribuisce le responsabilità fra tre soggetti: chi usa la batteria, chi la immette sul mercato e chi la vende. Ognuno ha obblighi propri, che non si sostituiscono a vicenda.

Utilizzatori finali

L'articolo 64 è breve e netto. Chi usa una batteria deve disfarsene separandola dagli altri rifiuti, compresi i rifiuti urbani misti, e conferirla nei punti di raccolta differenziata istituiti dai produttori o dalle loro organizzazioni, oppure in quelli che operano sulla base di accordi con loro. Il cassonetto, l'abbandono e il conferimento a soggetti non autorizzati sono esclusi.

Per le imprese l'obbligo si somma a quelli del Testo Unico Ambientale: la batteria esausta è un rifiuto prodotto dall'attività, va classificata, gestita nel deposito temporaneo e consegnata a soggetti autorizzati con la relativa documentazione di tracciabilità.

Produttori

Per il Regolamento è "produttore" chi fabbrica batterie con il proprio marchio, chi le rivende con il proprio marchio e chi le fornisce per la prima volta sul mercato di uno Stato membro, anche importandole o vendendole a distanza dall'estero. Rientrano anche le batterie incorporate in apparecchi e veicoli. Il produttore deve iscriversi al registro nazionale e finanziare la raccolta e il trattamento dei rifiuti di batterie: è la cosiddetta responsabilità estesa del produttore.

Per batterie per autoveicoli, industriali e per veicoli elettrici l'articolo 61 impone ai produttori di ritirare gratuitamente tutti i rifiuti della categoria che hanno immesso sul mercato, senza obbligo per l'utilizzatore di acquistare una batteria nuova o di averla comprata da loro, e indipendentemente da composizione chimica, condizione, marca od origine. L'articolo 74 obbliga poi i produttori a informare utilizzatori e distributori su come prevenire i rifiuti, dove conferirli, quali istruzioni di sicurezza seguire, anche per i rischi del litio, e cosa significano i simboli in etichetta.

Distributori

L'articolo 62 riguarda chi vende batterie senza esserne produttore. I distributori ritirano i rifiuti di batterie dall'utilizzatore finale a titolo gratuito e senza obbligo di acquistare o di aver acquistato una batteria nuova, indipendentemente da composizione chimica, marca od origine. Il ritiro avviene presso il punto vendita o nelle sue immediate vicinanze per le portatili, presso il punto vendita o nelle sue vicinanze per LMT, autoveicoli, industriali e veicoli elettrici.

L'obbligo ha tre limiti precisi:

Le batterie ritirate vanno consegnate ai produttori, alle loro organizzazioni oppure a un gestore di rifiuti selezionato secondo le regole del Regolamento, perché siano avviate a trattamento.

Vendite con consegna e a distanza

Il commercio online non è escluso. Nelle vendite con consegna il distributore deve offrire il ritiro gratuito del rifiuto di batteria presso il punto di consegna o presso un punto di raccolta locale, e l'utilizzatore deve essere informato delle modalità di ritiro già al momento dell'ordine (art. 62, paragrafo 5). Chi vende a distanza deve inoltre garantire un numero di punti di raccolta sufficiente a coprire il territorio dello Stato, tenendo conto di popolazione, volumi attesi e vicinanza agli utilizzatori (art. 62, paragrafo 4).

Punti di raccolta

Il D.Lgs. 29/2026 semplifica la vita ai punti di raccolta di batterie portatili e LMT. Quelli allestiti presso i distributori sono esentati da autorizzazione come gestori di rifiuti, iscrizione all'Albo, registro di carico e scarico e sistemi di tracciabilità, e il trasporto verso gli impianti può avvenire con un documento di trasporto al posto del formulario. Queste semplificazioni non valgono per batterie per autoveicoli, industriali e per veicoli elettrici, che restano nel regime ordinario dei rifiuti.

Trasporto: perché una batteria esausta non si sposta senza autorizzazione

Il trasporto è il punto in cui si concentrano più errori. Su una batteria esausta si sovrappongono due discipline diverse: quella sui rifiuti, che stabilisce chi può trasportarla, e quella sulle merci pericolose, che stabilisce come.

Il trasporto come rifiuto: Albo Gestori Ambientali e formulario

Chi trasporta rifiuti per conto di terzi deve essere iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria corrispondente. Anche un'impresa che trasporta i propri rifiuti con mezzi propri deve iscriversi, nella categoria 2-bis riservata ai produttori iniziali. Per i rifiuti pericolosi, come le batterie al piombo, questa iscrizione semplificata copre però solo quantità limitate, non oltre trenta chilogrammi o trenta litri al giorno: in pratica meno di un singolo monoblocco da trazione. Il trasporto va accompagnato dal formulario di identificazione del rifiuto (FIR), nell'ambito del sistema di tracciabilità RENTRI.

Ne consegue che caricare dieci batterie esauste sul furgone aziendale per portarle "da chi le ritira" è, senza le iscrizioni previste, un trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi. Il Testo Unico Ambientale lo sanziona e, per le imprese, la gestione illecita dei rifiuti rientra anche fra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti prevista dal D.Lgs. 231/2001.

Le regole ADR per le merci pericolose

L'ADR è l'accordo europeo sul trasporto stradale di merci pericolose. Le batterie hanno numeri ONU propri: UN 2794 per le batterie al piombo con elettrolito liquido, UN 2800 per quelle non versabili, UN 3480 e UN 3090 per le batterie al litio ionico e al litio metallico. Le batterie al piombo sono in classe 8, sostanze corrosive.

Per le batterie al piombo usate l'ADR prevede una disposizione speciale, la 598, che le esclude dalle prescrizioni solo se sono rispettate tutte queste condizioni:

Basta una cassa crepata per far cadere l'esenzione. Le batterie al litio non beneficiano di questa disposizione: quelle avviate a smaltimento o riciclo e, ancora di più, quelle danneggiate o difettose seguono istruzioni di imballaggio specifiche e richiedono personale formato. In ogni caso l'esenzione ADR riguarda solo le regole sulle merci pericolose e non sostituisce mai l'iscrizione all'Albo e il formulario richiesti per il trasporto di rifiuti.

Il caso del privato

Il D.Lgs. 29/2026 prevede che i rifiuti di batterie prodotti da utilizzatori finali privati, non commerciali, possano essere conferiti nei punti di raccolta. È il caso di chi porta la batteria della propria auto al centro di raccolta comunale o la lascia al rivenditore che gli monta quella nuova. Diverso è il caso di chi raccoglie batterie di altri, o di un'attività che si presenta come privato: lì torna il regime ordinario dei rifiuti. Le indicazioni pratiche per i privati sono raccolte nella guida allo smaltimento di pile e batterie esauste.

Trattamento e riciclo: cosa impone il Regolamento

La prima regola dell'articolo 70 è un divieto: i rifiuti di batterie raccolti non possono essere smaltiti in discarica né sottoposti a recupero di energia. Devono andare a riciclo in impianti autorizzati, che lavorano secondo l'allegato XII e le migliori tecniche disponibili. Le batterie ancora montate in apparecchi o veicoli fuori uso vanno rimosse prima del trattamento.

Il Regolamento fissa due tipi di obiettivi. L'efficienza di riciclaggio misura quanta parte del peso della batteria torna materia; il recupero dei materiali misura quanto di ciascun metallo viene effettivamente recuperato.

Efficienza di riciclaggio (in peso medio)Entro il 31/12/2025Entro il 31/12/2030
Batterie al piombo-acido75%80%
Batterie al litio65%70%
Batterie al nichel-cadmio80%-
Altri rifiuti di batterie50%-
Recupero dei materialiEntro il 31/12/2027Entro il 31/12/2031
Cobalto, rame, piombo, nichel90%95%
Litio50%80%

A monte, gli obiettivi di raccolta riguardano per ora due categorie: per le batterie portatili il 63% entro il 2027 e il 73% entro il 2030, per le LMT il 51% entro il 2028 e il 61% entro il 2031. Per batterie per autoveicoli, industriali e per veicoli elettrici non c'è una percentuale perché l'obbligo è più forte: devono essere raccolte tutte. Per i processi industriali con cui piombo e litio tornano in produzione rimandiamo all'articolo sul riciclo delle batterie e l'economia circolare.

Le altre novità del Regolamento e le scadenze

Lo smaltimento è solo l'ultima tappa. Il Regolamento interviene anche su etichette, tracciabilità e contenuto riciclato, con scadenze scaglionate nel tempo. Le principali:

DalObbligoRiferimento
18 agosto 2025Simbolo del contenitore barrato per la raccolta differenziata su tutte le batterie; applicazione delle regole sulla gestione dei rifiuti di batterieArt. 13 e capo VIII
18 agosto 2026Etichetta con informazioni generali sulla batteria e, per le ricaricabili, capacità; la data slitta se l'atto di esecuzione arriva in ritardoArt. 13
18 febbraio 2027Codice QR su tutte le batterie; passaporto digitale per batterie LMT, industriali oltre 2 kWh e per veicoli elettriciArt. 13 e 77
18 febbraio 2027Batterie portatili negli apparecchi facilmente rimovibili e sostituibili dall'utilizzatoreArt. 11
18 agosto 2027Obblighi di dovere di diligenza sulle materie prime per gli operatori interessatiCapo VII
18 agosto 2028Documentazione sulla quota di cobalto, piombo, litio e nichel recuperati, per industriali oltre 2 kWh, veicoli elettrici e autoveicoliArt. 8
18 agosto 2031Contenuto riciclato minimo: 16% cobalto, 85% piombo, 6% litio, 6% nichelArt. 8

Il passaporto della batteria merita una nota: è un registro elettronico, consultabile tramite il codice QR, con i dati del modello e della singola batteria, compreso lo stato di salute per le batterie che lo prevedono. Servirà soprattutto a fine vita, per decidere con dati certi se una batteria può avere una seconda vita o deve andare a riciclo. Una panoramica più ampia delle novità europee è nell'articolo sulle nuove normative UE sulle batterie.

Gli errori più frequenti nella gestione delle batterie esauste

Nella pratica, le violazioni più comuni non nascono dalla malafede ma dall'abitudine. Questi sono i casi che ricorrono più spesso:

Domande frequenti

Il Regolamento (UE) 2023/1542 è in vigore dal 2023, ma la parte sulla gestione dei rifiuti di batterie si applica dal 18 agosto 2025. In Italia il D.Lgs. 29/2026, in vigore dal 7 marzo 2026, ha adeguato la normativa nazionale e abrogato quasi interamente il D.Lgs. 188/2008.

Il codice è 16 06 01*, batterie al piombo. L'asterisco indica un rifiuto pericoloso, per la presenza di piombo e di elettrolita a base di acido solforico.

Solo con l'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali. La categoria 2-bis, pensata per chi trasporta i propri rifiuti, per i rifiuti pericolosi copre al massimo trenta chilogrammi o trenta litri al giorno. Servono inoltre il formulario di identificazione del rifiuto e il rispetto delle regole ADR.

L'articolo 62 del Regolamento prevede il ritiro gratuito senza obbligo di acquisto, indipendentemente da marca e origine, ma solo per le categorie di batterie che il distributore vende o ha venduto e, per le portatili, nelle quantità tipiche di un utilizzatore non professionale.

No. L'articolo 70 del Regolamento vieta di smaltire in discarica o di avviare a recupero di energia i rifiuti di batterie raccolti: devono essere trattati e riciclati in impianti autorizzati.

No. Diventa rifiuto quando il detentore se ne disfa o decide di disfarsene. Una batteria solo scarica si ricarica e torna a funzionare; è esausta quando ha perso in modo permanente gran parte della capacità.

È un registro elettronico, accessibile tramite codice QR, obbligatorio dal 18 febbraio 2027 per le batterie LMT, le industriali con capacità superiore a 2 kWh e le batterie per veicoli elettrici. Contiene i dati del modello e della singola batteria.

Riferimenti normativi

  • Regolamento (UE) 2023/1542 del 12 luglio 2023 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, in particolare articoli 3, 8, 11, 13, 59-64, 70, 74, 77 e allegato XII
  • D.Lgs. 10 febbraio 2026, n. 29, di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2023/1542
  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, Parte IV, gestione dei rifiuti
  • ADR, Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose

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Valerio M. · recensione verificata su Trustpilot

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