Batteria per abbacchiatore olive: Guida alla migliore
Batteria per abbacchiatore olive: come sceglierla senza restare fermi a metà campagna
La raccolta dura tre settimane, quattro se il tempo aiuta. In quelle giornate l'abbacchiatore lavora sei, sette ore filate e la batteria è l'unico componente che decide se si finisce il filare o si torna al furgone. Quasi tutte le chiamate che riceviamo a novembre riguardano lo stesso problema: una batteria comprata l'anno prima che dopo due ore non tira più.
Nella grande maggioranza dei casi la batteria non è difettosa. È sbagliata per l'uso, oppure è stata trattata male nei dieci mesi in cui è rimasta in magazzino. Questa guida spiega come si sceglie una batteria per abbacchiatore olive partendo dai dati dell'attrezzo, quali differenze reali passano fra AGM, gel e litio, e perché il caricabatteria conta quanto la batteria stessa.
Che cosa chiede davvero un abbacchiatore alla batteria
Un abbacchiatore elettrico a batteria esterna è un motore in corrente continua a 12 volt collegato a una testa oscillante o rotante con rebbi in carbonio. Il motore assorbe corrente in modo continuo per tutto il tempo in cui l'asta è in funzione, con picchi ogni volta che i rebbi si impuntano fra i rami.
Il punto che sfugge a molti acquirenti è questo: dal punto di vista della batteria, un abbacchiatore non è un attrezzo da avviamento, è un attrezzo da trazione. Non chiede una corrente enorme per due secondi come fa il motorino di avviamento di un trattore, chiede una corrente media per ore. È esattamente il profilo di lavoro di una lavapavimenti o di un golf car, non quello di una batteria da auto.
Questa distinzione ha una conseguenza pratica pesante. Una batteria di avviamento ha piastre sottili e numerose, fatte per erogare centinaia di ampere in pochi istanti; sottoposta a scariche profonde ripetute perde capacità in poche decine di cicli. Una batteria a scarica lenta, detta anche deep cycle o a semitrazione, ha piastre spesse e materiale attivo compattato per sopportare centinaia di scariche profonde. Costa di più a parità di ampere-ora e in cambio dura tre o quattro stagioni invece di una.
Se qualcuno vi ha venduto una batteria da autovettura per l'abbacchiatore, il risparmio si è già mangiato da solo alla seconda campagna. Su questo aspetto abbiamo scritto una guida dedicata alle batterie a scarica profonda che entra nel dettaglio costruttivo.
Quanti ampere-ora servono: il calcolo in tre passaggi
Non esiste una capacità giusta in assoluto. Esiste la capacità giusta per il vostro attrezzo e per le vostre giornate. Si arriva al numero con tre informazioni, due delle quali stanno sulla targhetta dell'abbacchiatore.
Primo passaggio: l'assorbimento reale
Cercate sul manuale la potenza assorbita in watt oppure direttamente la corrente in ampere. Se avete i watt, dividete per 12 e ottenete gli ampere. Un attrezzo dichiarato 250 W assorbe circa 21 A a pieno carico, uno da 150 W ne assorbe circa 12,5.
Attenzione a un dettaglio che fa sbagliare il dimensionamento a molti: quel valore è l'assorbimento massimo, non quello medio. In campo l'asta non lavora in continuo, si alza, si sposta, si posiziona. L'assorbimento medio reale su una giornata si aggira intorno al 60-70 per cento del valore di targa. Se non volete rischiare, usate comunque il valore pieno: sbaglierete in eccesso, che è l'errore giusto da fare.
Secondo passaggio: le ore di lavoro effettive
Contate le ore in cui l'attrezzo è acceso, non le ore in cui siete nell'oliveto. Fra spostamenti, stesura delle reti, raccolta a terra e pausa pranzo, una giornata di otto ore ne conta in genere quattro o cinque di funzionamento reale dell'asta.
Terzo passaggio: la profondità di scarica
Qui sta il passaggio che quasi nessuno fa e che spiega la maggior parte delle batterie morte dopo una stagione. Una batteria al piombo, che sia AGM o gel, non va scaricata oltre il 50 per cento della capacità nominale se volete che duri. Significa che di una 100 Ah ne potete usare 50.
La formula quindi è: ampere assorbiti x ore di lavoro x 2 = capacità nominale minima in Ah.
| Potenza attrezzo | Assorbimento | 4 ore di lavoro | 6 ore di lavoro | 8 ore di lavoro |
|---|---|---|---|---|
| 120 W | circa 10 A | 80 Ah | 120 Ah | 160 Ah |
| 180 W | circa 15 A | 120 Ah | 180 Ah | 240 Ah |
| 250 W | circa 21 A | 168 Ah | 250 Ah | 330 Ah |
I numeri della tabella sono calcolati sull'assorbimento pieno e spaventano un po'. Applicando il coefficiente di utilizzo reale del 65 per cento, un attrezzo da 180 W su sei ore di raccolta scende intorno ai 115-120 Ah. È il motivo per cui la 12 V 100-120 Ah è la taglia che copre la maggior parte delle situazioni professionali, mentre il piccolo produttore con due ore di lavoro al giorno si trova bene con una 40-55 Ah, che pesa la metà e si porta in giro senza carriola.
Se lavorate in due con due aste sulla stessa batteria, raddoppiate l'assorbimento e rifate il conto. È un errore che vediamo spesso: la batteria era dimensionata bene per un operatore, poi in famiglia sono diventati due.
AGM, gel o litio: le differenze che si sentono in campo
Le tre tecnologie funzionano tutte. Cambiano peso, prezzo, comportamento al freddo e tolleranza agli errori di gestione. Ecco il confronto onesto, compreso quello che non conviene.
| Aspetto | AGM deep cycle | Gel | Litio LiFePO4 |
|---|---|---|---|
| Costo di acquisto | Il più basso | Intermedio | Da 3 a 4 volte l'AGM |
| Peso su 12 V 100 Ah | circa 28-32 kg | circa 30-33 kg | circa 11-13 kg |
| Scarica utile consigliata | 50% | 50-60% | 80-90% |
| Cicli attesi alla scarica consigliata | 350-500 | 500-700 | oltre 2.000 |
| Tempo di ricarica completa | 7-10 ore | 8-12 ore | 2-4 ore |
| Comportamento sotto i 5 gradi | Perde capacità ma lavora | Perde capacità ma lavora | Lavora, ma sotto zero non va caricata |
| Tolleranza alla scarica dimenticata | Bassa | Media | Alta, con BMS che protegge |
Le batterie AGM restano la scelta più razionale per chi raccoglie le proprie olive e usa l'attrezzo tre settimane l'anno. Il costo per stagione è il più basso in assoluto e il rendimento in erogazione è ottimo. Nel nostro catalogo la Revolead LDC12-45 da 12 V 45 Ah copre bene l'uso hobbistico intenso, mentre chi lavora tutta la giornata guarda alla LDC12-100 da 100 Ah. Anche la serie ciclica di Energy Safe lavora bene su questo tipo di applicazione, per esempio con la 12 V 50 Ah cyclic.
Le batterie al gel costano qualcosa in più e restituiscono due vantaggi concreti in oliveto: sopportano meglio le scariche profonde occasionali, quelle giornate in cui non ci si ferma perché domani piove, e reggono meglio le vibrazioni e le posizioni inclinate, visto che l'elettrolita è immobilizzato. Su terreni acclivi, dove la batteria viaggia sullo zaino o su un carrellino che sobbalza, è un argomento serio. Le Haze HZY 12-44 EV e la Revolead LDCG12-40E sono due taglie usate spesso su questo tipo di attrezzatura.
Le batterie al litio LiFePO4 risolvono il problema del peso, che nella raccolta delle olive non è un dettaglio estetico: venti chili in meno sulle spalle o sul carrello, moltiplicati per venti giorni di campagna, si sentono nella schiena. Consentono inoltre di sfruttare l'80-90 per cento della capacità, quindi a parità di energia utile si scende di taglia. Il litio ha però due controindicazioni che diciamo prima della vendita e non dopo: costa da tre a quattro volte l'AGM, e non va messo in carica quando la batteria è sotto zero, condizione tutt'altro che teorica in una campagna di dicembre in collina. Il BMS blocca la ricarica per proteggere le celle e chi non lo sa pensa di avere un guasto.
Il litio ha senso economico se l'attrezzo lavora molte ore, per esempio in una impresa di servizi che raccoglie per conto terzi da ottobre a gennaio. Su venti giorni di lavoro l'anno, il conto non torna quasi mai: meglio una buona AGM sostituita ogni tre stagioni.
Perché una batteria da 100 Ah non vi darà 100 Ah
Questa è l'informazione che manca su quasi tutte le schede prodotto e che genera più contestazioni. La capacità nominale delle batterie al piombo si dichiara con la sigla C20: significa che quei 100 Ah sono misurati scaricando la batteria a 5 ampere per venti ore, a 25 gradi.
Il vostro abbacchiatore non assorbe 5 A, ne assorbe quindici o venti. A correnti più alte entra in gioco l'effetto Peukert: la capacità realmente estraibile scende. Con un assorbimento di 20 A, da una 100 Ah C20 si ricavano in pratica intorno agli 80 Ah, e questo prima ancora di applicare il limite del 50 per cento di scarica.
Alla temperatura si applica un secondo abbattimento. Una batteria al piombo a 0 gradi eroga circa il 75-80 per cento della capacità che darebbe a 25 gradi. Le mattine di raccolta a novembre e dicembre partono spesso da 2 o 3 gradi e la batteria è stata in furgone tutta la notte. Chi si stupisce che l'autonomia del mattino sia inferiore a quella del pomeriggio ha semplicemente una batteria fredda che si scalda lavorando.
Traduzione operativa: se il calcolo teorico vi dà 100 Ah, comprate 120 Ah. Il margine non è una vendita in più, è la differenza fra finire il filare e tornare al furgone.
Il caricabatteria è metà del lavoro
La batteria si rovina in carica molto più spesso di quanto si rovini in scarica. Un caricabatteria sbagliato distrugge una batteria buona in una stagione e nessuna garanzia lo copre, perché il danno è evidente all'apertura.
La corrente di carica giusta
La regola pratica per il piombo è semplice: corrente di carica pari al 10-15 per cento della capacità nominale. Una 40 Ah vuole un caricabatteria da 4 a 6 A; una 100 Ah ne vuole da 10 a 15. Scendere sotto il 10 per cento significa non completare mai la carica nella notte fra due giornate di raccolta e accumulare solfatazione; salire molto sopra il 15 per cento fa scaldare e gassare la batteria.
Per le taglie piccole e medie usiamo abitualmente i modelli SPE della serie CBHD: il CBHD1C 12 V 5 A per batterie fino a 50 Ah, il CBHD1 12 V 8 A nella fascia intermedia e il CBHD1 12 V 10 A per le 100 Ah. La gamma completa è nella sezione caricabatterie SPE.
La curva deve corrispondere alla tecnologia
Un caricabatteria per batterie ad acido libero applica tensioni di fine carica più alte e, in molti modelli, una fase di equalizzazione periodica. Su una AGM o su una gel, che sono batterie sigillate a valvola, quella fase provoca perdita di acqua che non si può reintegrare: la batteria si asciuga dall'interno e perde capacità in modo irreversibile. Il selettore della tecnologia sul caricabatteria non è un accessorio, va impostato.
Sul litio il discorso è ancora più netto: serve un caricabatteria dedicato LiFePO4. I profili al piombo terminano con una fase di mantenimento a tensione costante che il BMS di una batteria al litio interpreta come anomalia, e nei casi peggiori mandano in protezione il pacco a ogni ricarica.
Quando serve il desolfatatore
Se una batteria al piombo è rimasta scarica per mesi, sulle piastre si è formato solfato di piombo cristallizzato che un caricabatteria normale non riesce a sciogliere. Un caricabatteria con funzione di desolfatazione recupera una parte dei casi, non tutti: se la batteria è rimasta sotto i 10,5 volt per una stagione intera, spesso non c'è più niente da recuperare. Provare costa poco, contarci troppo costa una campagna.
I dieci mesi in cui la batteria non lavora
Questo è il capitolo che fa la differenza fra una batteria che dura una stagione e una che ne dura quattro, ed è anche quello di cui nessuno parla al momento dell'acquisto.
La raccolta dura poche settimane. Il resto dell'anno la batteria sta in un magazzino o in un garage. Una batteria al piombo, anche perfettamente sana e scollegata da tutto, si autoscarica: intorno al 3-5 per cento al mese a temperatura ambiente, di più se fa caldo. Nel capannone di un'azienda agricola, in agosto, si superano tranquillamente i 35 gradi e l'autoscarica raddoppia. Abbiamo trattato il fenomeno anche nell'articolo su perché una batteria si scarica anche da ferma.
Se riponete la batteria a dicembre già mezza scarica e la riprendete a ottobre, la trovate praticamente a zero e con le piastre solfatate. È la causa numero uno delle batterie che a novembre non tengono più la carica. Il rimedio è banale e costa dieci minuti tre volte l'anno:
- Ricaricate completamente la batteria appena finita la raccolta, non a gennaio quando ve ne ricordate.
- Scollegate ogni utilizzatore, comprese le spie e i tester che consumano qualche milliampere.
- Conservate in luogo fresco e asciutto, non appoggiata direttamente su pavimento umido.
- Rimettete in carica ogni due o tre mesi, oppure lasciate un caricabatteria automatico con mantenimento sempre collegato.
- Prima della campagna, controllate la tensione a riposo: sopra i 12,7 V la batteria è carica, a 12,2 V è già al 50 per cento, sotto i 12,0 V c'è un problema.
Una batteria al litio si comporta meglio in rimessaggio, con autoscariche molto inferiori, ma va riposta intorno al 50-60 per cento di carica e non al 100 per cento, che è l'errore tipico di chi arriva dal piombo.
Cavi, morsetti e connettori: dove si perdono le prestazioni
Capita spesso che l'attrezzo perda potenza e la batteria non c'entri nulla. A 12 volt bastano piccole cadute di tensione per compromettere il funzionamento, perché in percentuale pesano molto più che su un impianto a 48 o 72 volt.
Con un assorbimento di 20 A su un cavo da tre metri, una sezione da 2,5 mm quadrati produce una caduta apprezzabile, che il motore percepisce come tensione di alimentazione più bassa e quindi come minore coppia sulla testa. Passando a 4 mm quadrati la caduta si dimezza. Se avete allungato il cavo di serie per lavorare più lontano dalla batteria, e avete usato lo stesso filo, avete probabilmente creato il problema che state cercando di risolvere comprando una batteria più grande.
Gli altri due punti da controllare prima di dare la colpa alla batteria sono i morsetti, che nell'umidità dell'oliveto ossidano rapidamente e vanno puliti e ingrassati con grasso di vaselina, e i connettori rapidi a innesto, che dopo qualche stagione perdono forza di contatto e scaldano. Un connettore che scotta al tatto dopo mezz'ora di lavoro sta dissipando energia che dovrebbe arrivare al motore.
Gli errori che vediamo tornare in assistenza
Sono sempre gli stessi cinque, in ordine di frequenza.
Batteria da avviamento al posto di una deep cycle. Costa la metà e dura un quarto. Se sulla batteria c'è scritto solo lo spunto in ampere (CCA) e non la capacità in Ah a C20, quasi certamente non è una batteria da ciclo.
Capacità sottodimensionata. Chi compra 40 Ah per un attrezzo da 250 W scarica la batteria all'80 per cento tutti i giorni. In quelle condizioni una AGM regge poche decine di cicli, e la garanzia non copre l'uso improprio.
Caricabatteria da autovettura. Il modello universale da officina, senza selezione della tecnologia, è la causa più comune di batterie sigillate essiccate.
Ricarica rimandata. Lasciare la batteria scarica anche solo per una settimana avvia la solfatazione. In campagna succede sempre: si finisce tardi, si rimanda a domani, poi piove tre giorni.
Batteria appoggiata sul terreno bagnato. Non è una leggenda che si scarichi attraverso l'umidità: il contenitore sporco e umido crea una debole conduzione superficiale fra i poli. Bastano un vassoio di plastica e uno straccio.
Cosa trovate da Ecologydrive
Ecologydrive lavora sulle batterie di trazione e semitrazione da anni, principalmente per golf car, macchine per la pulizia industriale e piattaforme aeree. L'abbacchiatore usa esattamente le stesse batterie, in taglie più piccole: è il motivo per cui riusciamo a consigliare con cognizione di causa anche a chi ci chiama per l'oliveto.
Nel catalogo batterie trovate le tecnologie AGM, gel, piombo puro e litio dei marchi che trattiamo direttamente, fra cui Haze, Revolead, Zenith e Relion per il litio. Nella sezione caricabatteria trovate i modelli SPE e Zivan con le curve corrette per ogni tecnologia. Se volete un quadro generale prima di scegliere, la guida completa alle tecnologie di batteria mette a confronto tutte le famiglie.
Spediamo in tutta Italia e si può ritirare in sede a Montemurlo, in provincia di Prato, comodo per chi raccoglie fra Prato, Pistoia, Firenze e l'area del Montalbano. Per ordini di quantità, per esempio per una cooperativa che attrezza più squadre, si lavora su preventivo dedicato.
Non siete sicuri della taglia? Comunicateci marca e modello dell'abbacchiatore e le ore di lavoro tipiche di una vostra giornata: vi indichiamo capacità e caricabatteria adatti prima dell'ordine.
Telefono 0574 1746719 oppure scrivete dal modulo contatti.
Domande frequenti sulle batterie per abbacchiatore
Quale batteria serve per un abbacchiatore per olive?
Posso usare una batteria da automobile sull'abbacchiatore?
Quante ore dura una batteria 12 V 100 Ah con un abbacchiatore?
Meglio AGM o litio per la raccolta delle olive?
Che caricabatteria serve per una batteria da abbacchiatore?
Come conservo la batteria fra una campagna e l'altra?
L'abbacchiatore elettrico danneggia gli olivi?
Preparate la campagna prima di ottobre
Chi ordina la batteria a raccolta iniziata trova sempre meno scelta e tempi di consegna più lunghi. Controllate ora la tensione a riposo della batteria che avete: se è sotto i 12,2 volt, è il momento di decidere se recuperarla o sostituirla.
Ecologydrive Srl - Via Tagliamento 5, 59013 Montemurlo (PO) - P.IVA 02409920978 - Telefono 0574 1746719 - Vai al catalogo batterie Vai ai caricabatteria